Il giorno del Def, gli ultimi dati del Pil e Tria avverte

Politica

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Il pil e Tria. Mentre l’Istat conferma le stime sul deficit nel 2017 al 2,4% del Pil e nel 2018 al 2,1% (l’aggiornamento del perimetro della p.a. che ha portato ad una lieve revisione del Pil nel 2017 e ad un aumento di circa 3 miliardi del Pil nominale per entrambi gli anni non ha determinato modifiche dell’indebitamento), il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, intervistato da “Repubblica” avverte che “alla base della crescita ci deve essere la stabilità finanziaria, quella sociale e quella politica”.

E come va la crescita finanziaria? “Stiamo lavorando con buoni risultati. L’accordo con la Commissione europea sulla manovra per il 2019 lo ha dimostrato: non abbiamo presentato una legge di bilancio che mette a rischio la stabilità finanziaria”.

Quanto al livello del debito è un peso per l’Italia, ma non un rischio per gli altri Paesi: “E il Def che conto di approvare punta ad una sua riduzione”. Tria sottolinea che “in nessun altro Paese europeo c’è un governo che gode del sostegno dell’elettorato e del Parlamento solido come in Italia. La maggioranza ha un grande capitale politico, e quindi una grande responsabilità, che deve mettere al servizio della crescita”.

C’è poi il tema Flat Tax che nel Def “si specificherà che si sta lavorando perchè la legge di Bilancio accolga una continuazione della riforma fiscale nella direzione del programma di governo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica fissati nello stesso Def che stiamo varando. Evidentemente si tratta di una manovra complessa che dovrà toccare sia il lato delle entrate sia il lato delle spese. Gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal Def sono quelli entro cui si dovrà operare”.

Certo ormai fa ben sperare il fatto che la nuova stima dell’Istat abbia come risultato una revisione verso l’alto del Pil nominale di circa 3,2 miliardi nel 2017 e circa 3,0 nel 2018. Addirittura riguardo alle amministrazioni pubbliche, le modifiche del perimetro del settore danno luogo a una lievissima riduzione del livello dell’indebitamento netto, che si vuole di più?

Chissà che una luce in fondo al tunnel si inizi a vedere

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