Attacco a Tajani, ci voleva Giorgia Meloni per unire Forza Italia

Politica

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Le Europee iniziano con un attacco preciso. “Forza Italia sta con il partito della Merkel, nel simbolo dicono di voler cambiare l’Europa e questo va bene, ma sia chiaro: noi vogliamo cambiare tutto, ma proprio tutto, compreso l’attuale presidente del Parlamento europeo” ha tuonato Giorgia Meloni nella conferenza programmatica di Fdi, riferendosi ad Antoni Tajani, vice presidente Fi e numero uno uscente dell’Europarlamento. 

E Forza Italia, anche se in crisi e all’apparenza smembrata soprattutto dopo l’ultimo addio di Elisabetta Gardini, subito si ricompatta. Ci voleva l’entrata a gamba tesa di Giorgia per risvegliare la solidarietà più unanime nel partito di Berlusconi.

“In politica chi vuol cambiare tutto, di solito, condannandosi all’irrilevanza, finisce per lasciare tutto come prima. Il vero cambiamento – ha dichiarato Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia – si costruisce con le riforme, e non con il massimalismo di destra che ora si chiama sovranismo. Prendiamo atto che la leader di Fratelli d’Italia dopo le elezioni vuol cambiare anche il presidente del Parlamento europeo Tajani, forse dimenticando che è stato eletto anche con i voti dei Conservatori, e quindi anche dal suo partito. Forza Italia resta coerentemente ancorata ai valori del Partito popolare europeo e non prende lezioni da nessuno, perchè la battaglia per riformare l’Europa la combatte – e il suo presidente ne ha pagato un prezzo altissimo- da molti anni e sara’ l’unica in grado di portarla avanti per tutelare l’interesse nazionale nel prossimo Parlamento, auspicabilmente ancora guidato dal Presidente Tajani. Ma forse Fratelli d’Italia preferisce un presidente tedesco”.

E lo difende anche Maurizio Gasparri: “Tajani nel Parlamento europeo ha messo pubblicamente a tacere Junker e recentemente è stato attaccato dalle sinistre aver difeso la memoria degli italiani massacrati nelle foibe. Italiano, difensore della sovranità europea svenduta alla Cina dal governo a trazione grillina, cattolico votato da popolari e conservatori, è il riferimento per una buona battaglia per il vertice del parlamento europeo, dove il Ppe sarà il primo gruppo, aperto, come ha proposto Berlusconi, ad alleanze con gli altri gruppi alternativi ai socialisti”.

Non ultimo Maria Rizzotti, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, rivolge due parole alla presidente di Fratelli d’Italia: “Ma la Meloni non era sovranista? La sua italianità si declina attaccando un presidente italiano? La caduta di stile della Meloni contro Tajani non ci sorprende. Il guaio è che non si tratta di un attacco solo di carattere politico , purtroppo è basato su vecchie ruggini personali che evidentemente la Meloni non riesce a superare. Dovrà però farsene una ragione se vorrà essere davvero una leader politica ascoltata e che conta soprattutto in Europa dove invece il presidente Tajani ha già dimostrato di essere autorevole e apprezzato“.

 

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