Caso Siri. Mercoledì la resa dei conti. Ecco cosa accadrà al Cdm

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Le parole hanno un valore e un peso politico. La continua separazione tra gli annunci e i fatti, le strategie, la propaganda elettorale e la verità, alla fine crea effetti veri, fisici, dirompenti.

Il caso Siri rischia, infatti, di far cadere il governo sul serio. E i due Dioscuri dovrebbero capirlo (o forse l’hanno capito e insistono scientificamente per passare all’incasso). Ma fino a che punto si può barattare il consenso per le Europee con la governabilità?

Sia Lega e 5Stelle avrebbero tutto da rimetterci e non solo dal punto di vista dell’immagine. Anche questo dovrebbero capirlo. Restando col cerino in mano. E se l’unica preoccupazione di Di Maio e Salvini è non sembrare responsabili della caduta dell’esecutivo, sarebbe una magra consolazione per un esecutivo nato come la bandiera del cambiamento.

Salvini da lontano, prima fa finta di non preoccuparsi delle cose italiane, giura che il governo non cade, poi usa una comunicazione deflagrante in senso contrario: “Conte ha perso la mia fiducia”, “Sono esterrefatto”, “Conte mi aveva detto che ci avrebbe pensato e invece ha deciso” etc.

E Di Maio, dal canto suo, non perde occasione (da quando qualcuno gli ha consigliato di alzare i toni contro l’alleato, per recuperare quei fan di lotta, che lentamente e progressivamente stava perdendo, dalle elezioni abruzzesi, sarde, alle elezioni molisane), per punzecchiare Salvini: “Siamo noi la maggioranza in Aula e nel Cdm”. Alludendo a possibili ritorsioni su leggi care alla Lega.

Mercoledì si parrà la nobilitate di tutti. Si preannuncia un Cdm di fuoco. Siri non è un caso, ma un’emergenza (il sottosegretario pare abbia detto di non mollare, svuotando la decisione del premier); è ben altro rispetto ai distinguo su Tav, Tap, Vax, Autonomie. Famiglia naturale, inceneritori, economia.
Conte dovrà ribadire la sua leadership. E Di Maio e Salvini non dovranno perdere.
E nessuno potrà mancare, arrivare in ritardo, vedere la partita o andare prima in tv.

Fabio Torriero

Come giornalista, ho attraversato la comunicazione a 360 gradi (carta stampata, tv, radio, web). Ho lavorato presso Cenacoli, Fondazioni (Fare Futuro), sono stato spin doctor di ministri e leader politici, ho scritto una ventina di libri (politologia, riforme etc.) e i miei direttori storici e maestri sono stati Marcello Veneziani e Vittorio Feltri. Insegno all'Università comunicazione politica. Il giornalismo online è la mia ultima vocazione.

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