Caso Siri, parla Becchi: “Vi dico come finirà. Salvini non può cedere”

Interviste

“Gli amici del M5s pesino le parole. Se dall’opposizione le critiche sono ovvie, da chi dovrebbe essere alleato no. A chi mi attacca dico tappatevi la bocca, lavorate e smettete di minacciare. E’ l’ultimo avviso”. Matteo Salvini è categorico, stavolta non sembra andarci troppo per il sottile, e all’alleato di governo che ormai da settimane sta sparando a zero sul “caso Siri” chiedendo ripetutamente le dimissioni del sottosegretario leghista indagato per corruzione, fa capire chiaramente che la pazienza sta per finire. La tensione è altissima in previsione del Consiglio dei ministri di mercoledì dove le dimissioni di Siri saranno messe sul tavolo. Cosa accadrà? E soprattutto, cosa avverrà dopo le Europee? Abbiamo fatto il punto della situazione con il filosofo sovranista Paolo Becchi, che a Salvini sta consigliando da giorni di non mollare.

Salvini stavolta ci va duro, ai 5Stelle intima di tapparsi la bocca precisando che si tratterebbe dell’ultimo avvertimento. Il leader della Lega fa sul serio?

Di Maio sta tirando troppo la corda, ma il fatto grave è la complicità del premier Conte. E’ vero che il primo ministro è esponente del M5S, ma se è potuto andare a Palazzo Chigi è perché sul suo nome si è raggiunta una convergenza con la Lega. Il suo doveva essere un ruolo di mediazione, invece negli ultimi giorni Conte è sembrato tutelare unicamente gli interessi politici ed elettorali di Di Maio. La cosa non mi sorprende, sapevo perfettamente che il premier non sarebbe potuto restare un arbitro imparziale, e proprio per questo avevo proposto la staffetta fra Di Maio e Salvini che sarebbe stata molto più onesta politicamente.  Però il suo nome è stato fondamentale per mettere d’accordo i due leader, e adesso non può pensare di schierarsi con Di Maio e contro Salvini”.

Cosa potrà accadere?

Conte ha sbagliato a sposare la posizione dei 5Stelle, perché grazie a lui la situazione adesso si è ulteriormente complicata. Le elezioni europee sono dietro l’angolo e nessuno può permettersi un passo indietro. L’accelerazione del premier è stata inopportuna ed è sembrata a tutti gli effetti un favore a Di Maio che sta sempre più in crisi di consensi e, stando ai sondaggi, rischia pure di vedersi superato dal Pd. Ipotesi questa tuttavia che ritengo poco probabile, perché dopo un’iniziale ripresa rappresentata dalla novità dell’elezione di Zingaretti, il Pd si sta rivelando quello di sempre. L’illusione del cambiamento insomma è finita prima di cominciare. Ma è ovvio che Di Maio non mollerà sul caso Siri, questo è evidente, perché la paura è tanta”.

Quindi il sottosegretario si dimetterà, sarà dimissionato o resterà al suo posto?

I 5Stelle devono rifarsi una verginità, dopo quanto avvenuto a Roma con il caso De Vito, e adesso non gli pare vero di poter tornare a gridare nelle piazze la parola onestà sfruttando le vicissitudini giudiziarie di Siri. Un pretesto per recuperare il consenso degli elettori più intransigenti e giustizialisti. Se non ci fosse stata la campagna elettorale alle porte tanto clamore non lo si sarebbe fatto. Anche perché è assurdo che da settimane l’indagine su Siri sia diventato il principale problema dell’Italia. Giornali e televisioni non parlano d’altro come se soltanto questa sia la grande emergenza del Paese”.

Quindi, come andrà a finire?

I 5Stelle faranno di tutto per convincere Salvini a dimissionare Siri, a fargli fare il passo indietro. Del resto da giorni sul blog dei pentastellati è questo il ritornello che risuona. Con il pretesto di dire alla Lega che far dimettere Siri è innanzitutto interesse del Carroccio, si vuole invece far passare il partito di Salvini come quello che difende i corrotti. Il tutto con la speranza che perda voti e si riduca il divario fra Lega ed M5S. Ma Salvini non deve cedere e ha tutti gli strumenti per resistere”.

Tipo?

“I 5Stelle ogni volta che c’è una controversia nel governo, su temi come l’uscita dall’euro per esempio, ripetono come un mantra che l’argomento non sta nel contratto di governo. Questo contratto viene in pratica spacciato come il Vangelo. Ebbene, in esso è scritto che non può fare parte del governo chi si trova sotto processo. Non è il caso di Siri, che come ha ricordato ieri Salvini non è stato nemmeno rinviato a giudizio. E’ quindi un semplice indagato cui è stato notificato un avviso di garanzia. Il processo è dunque lontano e non è detto che si farà. Non solo, il contratto stabilisce pure che in caso di controversie interpretative , sarà un organo di garanzia appositamente pensato ed istituito di comune accordo fra i due partiti, a dirimere i contrasti. Quindi Salvini può benissimo richiedere il ricorso a quest’organo, evidenziando come il M5S interpreti il contratto soltanto a proprio uso e consumo, utilizzandolo per bocciare le proposte della Lega e non rispettandolo quando invece fa comodo a loro”.

E questo basterebbe a scongiurare una crisi di governo?

“Se la crisi di governo ci sarà, la colpa ricadrà su Di Maio e non su Salvini come sostengono i 5Stelle. Il loro interesse è poter mostrare lo scalpo di Siri prima del 26 maggio per poter gridare nelle piazze di aver difeso l’onestà del governo. Ma saranno loro a quel punto ad aver violato il contratto che come detto non parla di dimissioni quando si è indagati. E di fronte ad un rifiuto ad investire della questione l’organo di garanzia suddetto, il cui pronunciamento non arriverebbe certamente prima delle elezioni, sarebbe dimostrata la volontà dei 5S di far dimettere il sottosegretario soltanto per interessi puramente elettorali”.

Però scusi, Salvini non ha rotto sulla Tav e romperebbe su Siri? 

“Su Siri Salvini non deve cedere, è una questione di principio. Altrimenti si consegnerebbe ai magistrati il potere di determinare i destini della politica con l’invio di un semplice avviso di garanzia. E questo sarebbe in aperto contrasto con la Costituzione che non a caso è fondata sul principio della presunzione di innocenza, non di colpevolezza. Dirò di più, se mercoledì il Cdm dovesse votare a maggioranza il dimissionamento di Siri, Salvini farebbe bene a sollevare il conflitto di attribuzione fra i poteri dello Stato visto che la revoca deve essere sottoscritta dal Presidente della Repubblica”.

Quali scenari dopo le europee?

“Lega ed M5S dovranno tenere conto dei mutati rapporti di forza e quindi procedere ad un rimpasto di governo. E’ chiaro che il Carroccio avrà tutto il diritto di richiedere maggiore spazio e potere all’interno dell’Esecutivo dove i grillini non potranno non accettare un inevitabile ridimensionamento. Visto che alla luce dei sondaggi il ribaltamento dei rapporti di forza sarà scontato, il caso Siri poteva trovare benissimo la sua definitiva risoluzione in sede di rimpasto. La Lega avrebbe potuto sacrificare il sottosegretario nell’ambito di una redistribuzione degli incarichi. Di Maio e Conte hanno voluto accelerare tutto in vista delle elezioni esacerbando il clima e acuendo conflitti, diffidenze e ostilità. Se la crisi di governo ci sarà i responsabili saranno proprio loro due. E gli italiani sapranno chi punire al prossimo giro elettorale”. 

 

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