La Sicilia “arresta” Salvini. Ai ballottaggi vincono 5S e “patto del Nazareno”

Politica

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Battuta d’arresto per Matteo Salvini in Sicilia dove si è svolto il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative e dove i candidati leghisti sono stati sconfitti. 

Il leader della Lega qui aveva tentato di imporsi, anche rompendo l’alleanza di centrodestra e cercando convergenze con il Movimento 5Stelle. Le cose però non sono andate come sperava. Va detto che il Carroccio, a Palermo e dintorni,  non è ancora radicato come nel resto d’Italia, e da parte dei siciliani continua a sussistere una certa diffidenza verso un partito che, fino a non molto tempo fa, nei confronti del Sud non era tenero di “complimenti”.

Però, pur consapevole di ciò, Salvini sperava comunque di piantare qualche bandierina per dimostrare che ormai la Lega non conosce più confini ed è diventata a tutti gli effetti un “partito nazionale” capace di vincere ovunque.

Purtroppo però sono arrivate solo delusioni. Non soltanto perché l’operazione “sbarco in Sicilia” non è riuscita, ma ancora di più perché le elezioni hanno visto vincere gli alleati di governo, i 5S, proprio nel momento di massima contrapposizione e tensione.

Di Maio e company possono infatti cantare vittoria a Caltanissetta, unico capoluogo siciliano dove si è votato, e a Castelvetrano. La Lega puntava a conquistare i comuni di Mazara del Vallo e di Gela, ma i suoi candidati sono stati sconfitti da ambo le parti.

Su Mazara Salvini pare avesse puntato molto, soprattutto perché si tratta di uno dei Comuni maggiormente interessati dal fenomeno delle ondate migratorie. E il candidato sindaco del Carroccio Giorgio Randazzo aveva proprio impostato la sua campagna elettorale sbandierando i risultati ottenuti dal Vimimale in tema di immigrazione con la riduzione degli sbarchi. Invece alla fine ha prevalso lo sfidante del centrosinistra.

Altra dolorosa sconfitta quella di Gela, dove contro il candidato sindaco leghista Francesco Spata si è costituito una sorta di “Patto del Nazareno” in salsa siciliana. Ha vinto infatto il candidato sindaco espressione di una coalizione che ha visto insieme Pd e Forza italia, oltre ad altre liste di area centrodestra e centrosinista.

A Gela Salvini sperava di ricevere il supporto dei 5Stelle in cambio dell’appoggio leghista ai candidati grillini in altri comuni dove il centrodestra si era presentato diviso. 

Di Maio dunque esulta, mentre Salvini in questo round è costretto ad accontentarsi di aver portato suoi candidati al ballottaggio ma senza raggiungere il traguardo finale. E nel contempo è costretto ad ingoiare le critiche di Forza Italia che ha avuto buon gioco a dimostrare che, senza l’alleanza di centrodestra tradizionale, il Carroccio in Sicilia non ha possibilità di toccare palla.

Certo, si tratta di un voto locale senza alcuna valenza nazionale, ma va da sè che dopo le batoste prese dal M5S alle elezioni regionali, queste vittorie siciliane consentiranno a Di Maio di poter guardare con maggiore ottimismo al voto europeo, sbandierando i risultati come la prova che aver rotto con Salvini sul caso Siri ed essere andati allo scontro con i leghisti sul tema della legalità e della corruzione, è stata una strategia vicente 

Sull’altro fronte invece la Lega dovrà inevitabilmente fare i conti con quella che a tutti gli effetti appare la prima battuta d’arresto dopo mesi di ininterrotte vittorie. Appuntamento al 26 maggio.

 

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