Sea Watch e Chiesa, parla Becchi: “Con la mia Carta Salvini si salverà”

Interviste

“Carta dei diritti dei popoli europei, primo documento che presenteremo al parlamento europeo. Al posto del dio denaro, torniamo a parlare di diritti, futuro, speranza”. Così ha parlato Matteo Salvini sabato scorso dal palco della kermesse di Milano, ad una settimana esatta dal voto delle europee, rilanciando quella Carta dei diritti dei popoli europei elaborata dal filosofo sovranista Paolo Becchi. Il quale, alcuni giorni fa, aveva invitato il leader della Lega ad una grande svolta, ad un colpo ad effetto da lanciare proprio all’evento milanese, per recuperare un consenso messo a rischio dal “caso Siri” e dalle inchieste giudiziarie a carico di amministratori ed esponenti del Carroccio. E quel colpo Salvini sembra averlo battuto. Ma cosa ne pensa Becchi, additato dai media ormai come il principale ideologo del sovranismo in Italia anche grazie al suo ultimo libro Italia Sovrana? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato con il quale abbiamo anche affrontato il caso Sea Watch e lo scontro in atto fra le gerarchie cattoliche e la Lega.

Soddisfatto del comizio di Salvini?

“Direi proprio di sì. Avrei forse evitato i riferimenti religiosi, limitandomi a rivendicare e sottolineare l’importanza delle radici cristiane dell’Europa, ma senza invocare la Madonna e i santi. Ma è altrettanto vero che il cristianesimo è parte integrante della nostra identità europea ed è giusto sottolinearlo. Pregare la Vergine Maria non è stato fuori luogo, visto che di fronte al palco c’era la Madonnina, ma mi è sembrato francamente esagerato. Fare politica è una cosa, pregare un’altra”.

Riconosce negli impegni assunti dal leader della Lega i punti essenziali della Carta dei diritti dei popoli europei da lei proposta all’inizio della campagna elettorale? 

“Certo, e mi stupisco che soltanto Libero lo abbia evidenziato. Gli altri media naturalmente si sono ben guardati dal farlo. Mi auguro che Salvini in questi ultimi giorni di campagna elettorale batta molto su questo aspetto. Attenzione, io mi sono limitato a proporre e raccogliere contenuti utili e ricette capaci di restituire sovranità ai popoli europei, suggerimenti che la Lega potrà recepire totalmente o anche soltanto in parte. Il documento che ho lanciato sulle colonne di Libero non ha la pretesa di voler rappresentare il programma elettorale del Carroccio, ma si tratta di un’idea che ho inteso suggerire ai partiti che si richiamano al sovranismo. Ho offerto loro uno spunto, una base di lavoro da cui partire. Certamente oggi posso dire che la Lega sta sposando questa idea di Europa e la cosa non può che farmi piacere”.

Sta negando di essere l’ideologo della Lega?

Non sono l’ideologo di nessuno, anche se non nascondo che con Salvini c’è un’evidente sintonia dimostrata dal fatto che in un tweet di ieri ha inserito anche la copertina del mio libro ‘Italia Sovrana’. Sono senza dubbio segnali di un’attenzione verso alcune tesi che negli ultimi tempi ho sostenuto”. 

Intanto la nave Sea Watch ha potuto sbarcare i naufraghi a Lampedusa nonostante il no del Ministro dell’Interno che in diretta su La7 ha annunciato denunce contro chi avrebbe autorizzato l’operazione, compresi i magistrati della Procura di Agrigento. E con il M5S è di nuovo alta tensione. Come commenta?

Mi pare evidente il tentativo di presentare questa vicenda come una nuova sconfitta di Salvini ad una settimana dal voto. Una mossa utile a dimostrare che il Ministro dell’Interno non conta nulla e che i porti restano aperti alle navi Ong. Prima la vicenda di Siri, cacciato dal governo nonostante il no della Lega ora lo sbarco dei migranti avvenuto con il Ministro che ancora ieri ribadiva che la nave non sarebbe mai arrivata a Lampedusa. Tutte coincidenze? Non credo proprio. Io vedo una chiara strategia rivolta ad indebolire Salvini e contenerne il consenso. Se la Lega dovesse arrivare al 35 per cento come prefiguravano i sondaggi all’inizio, avrebbe i destini dell’Italia in mano e otterrebbe anche un forte peso in Europa. Per questo stanno cercando di minarne in tutti i modi la credibilità. Ma attenti, perché si rischia l’effetto boomerang”.

In che senso?

Non dimentichiamo che fino ad oggi il consenso di Salvini è aumentato proprio grazie alle politiche sull’immigrazione rivolte a contrastare gli sbarchi. Se il tema torna all’ordine del giorno in questa settimana, per la Lega sarebbe un eccellente viatico che spazzerebbe via tutte le polemiche degli ultimi tempi, legate appunto alle vicende giudiziarie di Siri. Non dimentichiamo che un terzo degli italiani sa già chi votare, un altro terzo non andrà a votare, un altro non ha ancora deciso. Questi giorni saranno decisivi per convincere gli incerti e su questi il leader della Lega può esercitare un forte peso, proprio giocando al meglio le sue carte, immigrazione e sovranismo”.

Sul palco con Salvini sabato c’erano i leader di diverse formazioni europee considerate di destra estrema. C’è chi ritiene che, a parte Marine Le Pen, forse sarebbe stato opportuno evitare alcuni interventi. E’ d’accordo?

Conta poco chi c’era o non c’era sabato a Milano, anche perché si tratta di gruppi dai numeri abbastanza risicati. Sarà invece importante capire cosa succederà dopo le elezioni con Farage che era assente, e che secondo i sondaggi in Gran Bretagna prenderà più voti dei conservatori e dei laburisti. Darà l’appoggio all’alleanza dei sovranisti? Salvini tuttavia ha ribadito che la Lega non è di estrema destra e che gli estremisti stanno da un’altra parte. Del resto le sue posizioni in tal senso sono chiare. Gli azionisti di maggioranza di questo fronte sovranista sono Salvini e Marine Le Pen, che in Francia già da tempo ha preso nettamente le distanze dalle posizioni estreme del vecchio Fronte Nazionale guidato dal padre. La Lega non è di estrema destra e nemmeno di destra, è un movimento autonomista e sovranista che va oltre i concetti di destra e sinistra. Un movimento che promuove quello che io nel mio libro definisco un sovranismo debole, ovvero una forma di Stato che pur riconoscendo come vincolo imprescindibile l’identità nazionale, non soffoca ma valorizza al proprio interno le autonomie locali”. 

Altro terreno di scontro  si è aperto nelle ultime ore con il mondo cattolico. In piazza si sono sentiti fischi all’indirizzo di Papa Francesco. Pensa che questo potrà penalizzare la Lega?

I cattolici ormai da molti anni non seguono più le indicazioni delle gerarchie, ragionano con la propria testa e sanno ben distinguere fede e politica. Salvini sabato ha voluto soltanto ribadire la necessità di difendere l’identità cristiana dell’Europa, ricordando come sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI rivendicavano il diritto dei popoli, non ad emigrare, ma a restare nella propria terra. Loro spronavano l’Europa e l’Occidente a far sì che i fenomeni migratori fossero contenuti o impediti attraverso adeguate politiche di sviluppo da creare in Africa, mentre Papa Francesco sembra invece promuovere la logica dei flussi migratori. Due visioni opposte ed antitetiche che Salvini ha voluto evidenziare ribadendo di essere sulla linea dei pontefici precedenti. E non dimentichiamo che sono state le gerarchie fino ad oggi ad attaccare Salvini, non viceversa. E sull’immigrazione sono moltissimi i cattolici che non la pensano affatto come il Papa e che più volte si sono mostrati perplessi di fronte ai continui attacchi dei vescovi alla Lega”

Condividi!

Tagged