Elezioni, Meluzzi: “Salvini ora misuri le mosse. C’è Draghi alle porte”

Interviste

La Lega di Matteo Salvini trionfa alle elezioni europee diventando il primo partito con oltre il 34% dei voti. Il Movimento 5Stelle ha invece dimezzato i consensi delle precedenti elezioni politiche attestandosi al 17% e vedendosi superato di gran lunga da un resuscitato Pd arrivato quasi al 23%. Ottimo anche il risultato di Fratelli d’Italia che sfiora il 7% ed è sempre più vicina ad una Forza Italia in costante calo, che ha clamorosamente fallito l’obiettivo del 10%. Cosa potrà accadere adesso in Italia e in Europa? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Meluzzi, scrittore, opinionista e psicologo.

Soddisfatto dei risultati del voto?

Un convinto sovranista come me non può non essere felice dello straordinario risultato ottenuto da Matteo Salvini che ha vinto nonostante le campagne mediatiche delle ultime settimane e gli attacchi che gli sono arrivati da ogni direzione, rivolti a dipingere la Lega come un partito di corrotti. Mi pare pure che non abbiano funzionato gli anatemi di certi vescovi che hanno fatto ricorso a toni quasi da crociata”.

A proposito di religione. Possiamo dire che non ha portato fortuna attaccare Verona e il Congresso mondiale delle Famiglie?

Certamente, e fossi nella Chiesa rifletterei seriamente su questi risultati. Aver invocato il Cuore Immacolato di Maria, aver brandito il rosario da parte di Salvini non è stato affatto considerato dai fedeli un sacrilegio come certi esponenti della Cei hanno tentato di far credere. Mi pare invece che la grande maggioranza degli elettori cattolici aprezzi chi si batte per difendere e valorizzare le radici cristiane dell’Europa, tema questo sparito completamente dall’agenda della Chiesa di Bergoglio. Mi pare evidente come la capacità di orientamento delle gerarchie cattoliche sia del tutto nulla. Questo lo ritengo molto positivo dal punto di vista della laicità dello Stato. Da ministro di culto della Chiesa ortodossa mi sento di dire ai vescovi cattolici che se davvero ritengono che la voce del popolo sia la voce di Dio, dovrebbero iniziare ad ascoltarla, se non vogliono aumentare la loro irrilevanza e lacerare le coscienze, provocando fra i cattolici una sorta di scisma silenzioso che mi pare si stia già verificando”. 

Vede all’orizzonte la nascita di un centrodestra nuovo, rifondato e a trazione sovranista?

Nei fatti c’è già. Sono altresì contento del successo di Fratelli d’Italia merito del coraggio e della lucidità strategica di Giorgia Meloni. Grazie a lei oggi abbiamo capito che esiste un’alternativa di centrodestra innovativa ad una maggioranza di governo che non ci è possibile capire quanto effettivamente potrà durare. Un’alleanza fra Lega e FdI oggi arriverebbe al 40%, e questo direi è un fatto rivoluzionario”.

Chi è il grande sconfitto? Soltanto Di Maio?

“I 5Stelle hanno pagato una grande contraddizione, quella di aver raccolto tutti i voti che potevano avere, prima con Grillo poi con l’attuale classe dirigente, facendo gli incendiari per poi trasformarsi in una sorta di movimento doroteo. Con il risultato che hanno finito con l’essere percepiti come il partito dell’assistenzialismo, della paralisi, delle non scelte. E’ molto facile nascere incendiari e morire in poco tempo pompieri diventando dorotei. Tre anni fa lo avevo già previsto nel mio libro ‘I Dorostellati’, nonostante ci fosse ancora Grillo ad urlare nelle piazze. Scrissi chiaramente che il vero ruolo del M5S sarebbe stato quello di dragare in senso moderato i risultati fallimentari dell’ex Partito Comunista e del Pd. Questo è puntualmente avvenuto”.

Quali scenari si apriranno per il governo?

“Salvini non potrà buttare subito a mare l’alleanza con i 5Stelle perché adesso c’è un grave pericolo che incombe all’orizzonte. In caso di crisi infatti il Presidente Mattarella potrebbe giocare la carta auspicata dagli euroburocrati di Bruxelles, ovvero un governo tecnico a guida Draghi sostenuto da Pd, 5Stelle e molto probabilmente anche da Berlusconi. Questo governo avrebbe così una maggioranza in Parlamento ma sarebbe a mio giudizio un grave danno per il Paese, addirittura peggiore di Monti. La Lega dunque si trova fra Scilla, ovvero l’esigenza di far fruttare e investire al meglio i risultati di questo voto e Cariddi, ovvero la necessità di non cadere dalla padella alla brace”. 

Pensa che per l’Unione europea questi risultati, pur non avendo registrato un’onda sovranista di dimensioni elevate, potranno accelerare il processo di disgregazione?

Mi pare che stiamo assistendo ad una grande operazione di trasformismo politico rappresentata soprattutto dal successo dei Verdi, sulla scia del nuovo ambientalismo alla Greta Thunberg. A mio giudizio tutto questo non è che il risultato del lavorio sotterraneo delle elite, che come al solito sono molto brave a creare fenomeni mediatici dal nulla dirottando su questi il consenso dell’opinione pubblica, E’ chiaro che unendo questo ambientalismo di facciata con ciò che resta di popolari, socialisti, di tutto quello che una volta erano destra e sinistra, si potrà alla fine cambiare poco o nulla. Attenzione però, perché nei singoli Paesi ciò che si sta delineando è un’Europa fortemente sovranista, ad iniziare dalla Francia dove quel Macron che doveva diventare una colonna dell’europeismo, del globalismo migrazionista e finanziario, ha subito una forte battuta d’arresto”. 

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