Governo, parla Becchi: “Ci siamo quasi, presto Salvini vincerà da solo”

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“Manovra coraggiosa o le urne”. Nuovo ultimatum di Matteo Salvini al Movimento 5Stelle lanciato dalle colonne del Corriere della Sera. “Agli italiani è chiarissimo che ci siano stati ministri che non hanno brillato. Se fossero stati della Lega, il problema sarebbe già stato risolto” ha detto chiaro e tondo il leader leghista. Intanto il dibattito si è infiammato sulla riforma della Giustizia proposta dal ministro pentastellato Bonafede. Le posizioni fra i due azionisti di governo si sarebbero fatte incompatibili, al punto che i 5Stelle hanno accusato Salvini di tirare troppo la corda. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto al filosofo sovranista Paolo Becchi, autore del libro Italia Sovrana che Salvini ha citato più volte durante l’ultima campagna elettorale delle europee.

Salvini sta davvero tirando troppo la corda?

“Questa a mio avviso è un’immmagine distorta messa in circolazione dai media che non sanno realmente cosa è successo nelle ultime settimane”.

Ce lo spieghi lei

A tirare la corda è stato il Movimento 5Stelle non la Lega. Salvini aveva già preventivato l’idea della rottura all’indomani delle elezioni europee, con Di Maio non si parlava praticamente più, e molti lo avevano spinto alla rottura. Era tutto pronto”.

E allora? Perché non ha rotto?

Perché Salvini non è uno sprovveduto, ha meditato a fondo e non si è fidato di quelli che dicevano che si sarebbe andati al voto. Non dimentichiamo che dentro il governo c’è quello che io definisco il ‘partito del Quirinale’. Il rischio concreto era quello di ritrovarsi con un governo del Presidente della Repubblica sostenuto da buona parte dell’attuale esecutivo, dal premier Conte al ministro Tria, con la Lega all’opposizione e dunque con il cerino in mano. A quel punto ha capito che conveniva andare avanti, ma naturalmente trovando le condizioni ideali per farlo. Di Maio ha detto sì ma per pura convenienza politica, perché sa benissimo che se cade questo governo la sua esperienza politica è finita. Continua a dire che resterà il capo del Movimento ma ci crede soltanto lui”.

Quindi perché si sta da capo a dodici?

Perché Di Maio ha iniziato a tirare la corda, facendo finta che le elezioni europee non ci siano state e continuando a ragionare come se avesse ancora il 32% dei voti. Salvini a quel punto ha fatto capire chiaramente di essere intenzionato a proseguire l’esperienza di governo, ma non certamente lasciando tutto com’è. E’ chiaro a tutti che ci sono dei ministri da cambiare, che serve un Conte bis. Che Toninelli sia da sostituire mi pare evidente vista la gestione fallimentare del Ministero delle Infrastrutture. Il fatto è che Di Maio, scampato il pericolo di tornare alle elezioni, ha pensato bene di continuare con l’andazzo di prima. E allora chi è che sta tirando davvero la corda? I giornali queste cose le ignorano, e mi chiedo se lo facciano volutamente”.

Però che la Lega stia bloccando la riforma della Giustizia, questo è un dato di fatto. E sanno tutti quanto i 5S tengano a questo provvedimento. E allora?

“Anche questo non è vero. Non è accettabile che si dica alla Lega di prendere o lasciare. Ridicola poi l’accusa rivolta a Salvini di voler bloccare la riforma per fare un piacere a Berlusconi. La verità è che il provvedimento proposto da Bonafede è aria fritta e irricevibile in molti punti. La Lega non ha detto di essere contraria ma ha individuato una serie di criticità e avanzato delle proposte migliorative. Dall’altra parte invece è stato risposto picche, ossia che il pacchetto è quello e non si cambia. Tenga conto che nel Carroccio c’è una squadra di giuristi molto qualificata, non soltanto Giulia Bongiorno, che hanno studiato il testo e hanno evidenziato tutta una serie di nodi da sciogliere”.

Però Di Maio e company sostengono che i punti contestati dalla Lega sono compresi nel contratto di governo

Ancora con questo contratto? Guardi che non stiamo parlando di un contratto di diritto civile ma politico. E’ chiaro quindi che i provvedimenti devono essere discussi, invece i 5Stelle pretendono che siano accettati come vogliono loro. Anche qui i media hanno presentato la questione in maniera distorta. Soltanto Libero, riprendendo un mio intervento, ha evidenziato le criticità riscontrate dalla Lega e le proposte per migliorare la riforma. Poi scusi, ma le sembra normale che sulla riforma della giustizia non si debbano muovere rilievi, mentre si pretende di smontare completamente il testo sulle autonomie?”.

A questo punto quindi che senso ha per Salvini mantenere in piedi il governo se poi nei fatti non riesce ad avere né la flat tax, né l’autonomia e rischia di dover ingoiare una riforma della giustizia indigesta?

” Perché non è ancora arrivato il momento giusto per rompere. Tenga conto che il consenso intorno alla Lega e al governo nonostante tutto sta crescendo. Forza Italia non esiste quasi più, i suoi voti molto presto finiranno tutti nel Carroccio indipendentemente da ciò che farà Giovanni Toti. Staccare la spina adesso non conviene a meno che non vi sia un motivo dirompente, perché il successo personale di Salvini è arrivato proprio grazie al fatto di essere ministro. Gli ultimi sondaggi hanno registrato un nuovo consistente aumento del consenso attestato intorno al 38% nonostante tutte le avverse campagne di stampa . E’ ovvio che il governo non potrà durare cinque anni, ma se prosegue questo trend fra pochi mesi Salvini avrà i numeri per vincere le elezioni da solo e governare senza alleati, o al massimo con il supporto di Fratelli d’Italia. Meglio resistere qualche mese ancora, incrementare altri voti e superare il 40%. Con il M5s e il Pd alla frutta”.

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