Governo, parla Abbate: “Conte sembra un personaggio di Sordi e i ministri…”

Interviste

Il governo Conte 2 formato da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Liberi e Uguali, ha giurato stamattina di fronte al Capo dello Stato ed è entrato in carica ufficialmente. Ora dovrà passare il voto di fiducia delle Camere previsto per i primi giorni della prossima settimana. Occhi puntati sul Senato dove i numeri della nuova maggioranza giallorossa sono molto ridotti. Intanto abbiamo provato ad analizzare lo spessore e il profilo del nuovo esecutivo con un osservatore acuto e solitamente controcorrente, lo scrittore Fulvio Abbate, esponente di quella sinistra che, come spesso ha ammesso lui stesso, oggi non esiste più. Quanto questo governo può dirsi di sinistra? Quanto può essere considerato realmente in discontinuità con il precedente esecutivo gialloverde guidato dallo stesso premier?

Innanzitutto, le piace questo nuovo governo?

La novità più significativa credo stia nell’aver oscurato Salvini e quella che io considero la sua prosa violenta. Finalmente non lo vedremo più colpevolizzare i migranti con la divisa della polizia addosso. Ho avuto la sensazione che dalle parti della Lega siano rimasti ammutoliti dopo questa operazione di palazzo perfettamente legittima e prevista dalla Costituzione. Direi che un altro aspetto positivo di questo governo sta nell’aver messo in mora la democrazia plebiscitaria idealizzata dal salvinismo, fondata sullo scavalcamento dei corpi intermedi e delle prassi parlamentari. Alla fine hanno fatto i conti senza il tavernaio”.

Dal gialloverde al giallorosso. Non puzza però di trasformismo?

Il rosso francamente non lo vedo, dal momento che in Italia non esiste una forza di sinistra. Non lo è sicuramente il Pd che continua ad essere sotto il ricatto politico di Matteo Renzi che ha la maggioranza dei parlamentari. Quanto ai grillini essi continuano ad essere tutto e il contrario di tutto. Non ho ancora capito sinceramente cosa stia a significare il giallo. Ora il M5S riprenderà fiato, perché al netto dell’elettorato di destra che si è spostato e si sposterà ancora su Salvini, non avranno più la sensazione di essere in picchiata”.

Si sta ironizzando molto su Di Maio ministro degli Esteri ricordando certe sue gaffe passate come quella sul “Venezuela di Pinochet”. La Farnesina è davvero il posto giusto per lui?

Guardi, io sono una persona dotata di ironia ma le confesso che provo grande fastidio per un dibattito giornalistico che sempre più spesso si basa sulle frasi di Osho. Tutto questo mi fa addirittura orrore e non accetto questa ostentata subalternità ai social dove tutti si improvvisano editorialisti. Quanto a Di Maio immagino che adesso si metterà seriamente a studiare, ad imparare l’inglese e a fare un corso intensivo di studi”.

Il premier Giuseppe Conte può essere considerato un voltagabbana essendo passato con grande disinvoltura dall’essere a capo di un governo con la Lega ad un altro col Pd?

Conte per me non esiste. Lo hanno mandato avanti, gli hanno assicurato di avere le spalle coperte, ma a mio giudizio è privo di spessore politico. Dicono che abbia un’ottima preparazione culturale, ma io non vedo neanche quella”.

Ma è o no un voltagabbana come sostiene la Lega?

Conte ha governato quattordici mesi con la Lega, fianco a fianco con Salvini, ed è stato in silenzio. Questo denota la totale assenza di spessore politico. Che sia o no un voltagabbana è del tutto irrilevante in politica  dove non esiste coerenza. Il fatto che possa aver cambiato casacca è un falso problema. In una politica secolarizzata senza più vincoli ideologici non ha senso parlare di voltagabbana”.

Eppure gli stanno dando fiducia ai massimi livelli, dall’Europa agli Usa. Niente male per uno che non esiste, non trova?

” Guardi, ai miei occhi Conte ricorda tanto i personaggi di Alberto Sordi. Una sorta di compagniuccio della parrocchietta, quei personaggi che il grande Sordi metteva in scena alla radio”. 

Nel complesso si può dare o no fiducia a questo esecutivo?

“Ci sono delle incognite da considerare. Innanzitutto i franchi tiratori sempre in agguato quando le maggioranze hanno numeri risicati; in secondo luogo Renzi che potrebbe far saltare tutto da un momento all’altro; in terzo luogo i 5 Stelle che qualora capissero di aver ripreso sufficientemente fiato potrebbero decidere di buttare tutto a mare e andare ad elezioni”.

Fra i ministri c’è qualcuno che le ispira preventivamente fiducia?

No, piuttosto sono deluso da qualche assenza”.

Tipo?

Avrei preferito che al Ministero della Salute andasse Giorgio Trizzino, parlamentare 5 Stelle e medico molto stimato, mio compagno di classe alle elementari, palermitano, persona di grande rettitudine morale, oltre che vicino al Presidente Mattarella. Mi spiace che il Capo dello Stato non si sia speso per lui. I nuovi ministri non li conosco, ma francamente mi sembrano tutti dilettanti allo sbaraglio”.

C’è però la riconferma di Bonafede alla Giustizia. Evidentemente è stato bravo?

“Bonafede è un ministro improvvisato come tutti gli altri. A me fa anche un po’ di tenerezza pensando che faceva il deejay alla discoteca di Mazara del Vallo”.

Ma c’è o no discontinuità rispetto al Conte 1?

“Se c’è io non la vedo. L’unico elemento di discontinuità mi sembra l’assenza di Salvini. Per il resto non ho capito quali sono le priorità. Dovrebbero essere il lavoro, le scuole, gli ospedali, la cultura, le case popolari oltre che dare ai giovani la sensazione di essere aiutati. I giovani vanno sostenuti affinché non debbano sognare unicamente di essere come Chiara Ferragni”. 

A proposito di Chiara Ferragni, ieri ha presentato il suo film a Venezia e c’è chi dice che anche il governo ci sarebbe potuto andare visto che ultimamente è stato migliore del Trono di Spade. Condivide?

“Fortunatamente non esistono ancora né un nuovo cinema 5 Stelle, né un nuovo cinema sovranista. Dobbiamo accontentarci del cinema edificante dei Nanni Moretti, dei Paolo Virzì e di Francesca Archibugi. Edificante in senso molto ironico naturalmente”. 

 

Condividi!

Tagged