#Senato, chi ha votato sì e chi no. Poi c’è Gianluigi Paragone…

Politica

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Il governo M5s-Pd guidato da Giuseppe Conte potrà contare anche sulla fiducia al Senato dei socialisti. Lo ha annunciato, al termine del suo intervento, Riccardo Nencini. Questo mentre Gianluigi Paragone, molto critico con la decisione presa, ha promesso la guerra al grido di: “Non esco dall’Aula, farò discorso contro Conte”. Fatto sta che un patto di legislatura per le riforme sta andando in porto. Prima la fiducia al Conte 2 della Camera. Oggi il voto al Senato. E con questo Salvini è fuori dalla porta del Parlamento (quello che conta).

Opposizione

E i leghisti? Borbottano, fanno le piazze, ridono ostentando tranquillità. Ma in realtà qua c’è poco da ridere. Il Paese è consegnato al Pd e ai grillini e l’ex vice premier Matteo Salvini ha sbagliato ogni mossa.

Lui e la Meloni per quanto terranno la piazza? Va bene una volta, forse due. E poi? Di fatto siamo una Repubblica parlamentare e una Repubblica parlamentare funziona come stiamo vedendo. Il dato è chiaro: il sovranismo è già isolato. E questo mentre arriva la notizia di Paolo Gentiloni nominato commissario agli Affari economici dell’Ue. E’ la prima volta che un italiano ottiene la responsabilità del pacchetto EcFin. L’indicazione dovrà ora essere validata dal Parlamento europeo ma c’è Sassoli che non aspetta altro.

Voto Senato: ultimissime

E’ in atto una polemica contro Gianluigi Paragone. C’è chi gli ricorda che il voto su Rousseau è vincolante anche per lui. Se non volesse votare la fiducia va bene, ma dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi da Senatore. Chissà se farà davvero così. Intanto si attende anche il discorso del premier Conte in Senato, e visto che ieri ha rimproverato  Salvini per la mancanza di coraggio nel fare cadere il Governo, oggi – dopo la bagarre di ieri –  si aspettano tutti toni ancora più decisi. Insomma come dire: le poltrone piacciono a tutti, fatti sotto Salvinie mollala prima tu.

Da annotare la seduta sospesa per la maglietta della Bergonzoni: “Parlateci di Bibbiano”. Netto il discorso della senatrice a vita Elena Cattaneo che ha annunciato in Aula del Senato il suo sì alla fiducia al governo Conte bis, sottolineando come nel programma l’istruzione e la ricerca tornano centrali.

Non è sfuggito poi il no di Emma Bonino al nuovo esecutivo e il sì di Liliana Segre: «Voto sì, pericolo scampato».

Nota di colore finale: Salvini è arrivato con i capelli in disordine in Aula come ultimamente gli accade spesso e sembrano dimostrare lunghe nottate insonni.

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