Governo, parla Becchi: “Tutto quello che Conte non ha detto”

Interviste

Il governo Conte 2, dopo la fiducia alla Camera, ha ottenuto anche quella del Senato con 169 voti favorevoli e quindi è entrato in carica con “pieni poteri”. Anche ieri nell’aula di Palazzo Madama è andato in scena lo scontro con gli ex alleati della Lega, soprattutto con l’ex vicepremier Matteo Salvini che è intervenuto personalmente dai banchi dell’opposizione attaccando il premier. Ma cosa aspettarsi da questo governo? E a questo punto il sovranismo può considerarsi definitivamente archiviato anche alla luce della nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo agli Affari economici? Lo abbiamo chiesto al filosofo Paolo Becchi, autore di Italia Sovrana.

Il Conte 2, o Conte bis, è entrato ufficialmente in carica dopo aver ottenuto la fiducia delle Camere. Qual è il primo giudizio che si può formulare sul nuovo esecutivo Pd- M5S- Leu?

“Il dato positivo è che stavolta la manovra di palazzo è riuscita in modo più morbido rispetto al 2011. All’epoca servì un Monti, oggi basta un Conte. I partiti furono tutti costretti a fare un passo indietro per lasciare campo libero ai tecnici, oggi invece abbiamo un esecutivo comunque politico. All’epoca il governo Monti fu imposto dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca centrale europea, questo invece soltanto dalla Commissione Ue”

Anche secondo lei questo governo è da considerare “abusivo”?

Dal punto di vista formale certamente no, visto che nasce nel pieno rispetto delle regole costituzionali e ha i numeri per governare, seppure molto ristretti al Senato. Qui è stato necessario il soccorso esterno dei senatori a vita e dei parlamentari delle autonomie per arrivare a 169 voti. Non c’è quindi una maggioranza politica autonoma, da soli non ce la fanno a governare.  Ciò premesso, appare evidente la distanza fra il Paese reale e il Paese legale”.

Ossia?

“La democrazia non è soltanto fatta di forma e regole ma è anche sostanza, e l’aspetto sostanziale è che questo esecutivo non rispetta il voto degli elettori. La nomina a commissario europeo di Paolo Gentiloni ne è la conferma. Come si può nominare per quell’incarico un esponente di un partito, il Pd, che ha perso le elezioni europee contro una Lega che ha raggiunto il 34% dei consensi? Non ci si può lamentare se poi crescerà l’astensionismo. Perché l’elettore dovrebbe andare a votare se poi la sua indicazione di voto viene sistematicamente disattesa e chi perde governa?”.

Come giudica il discorso del premier Conte?

Guardi, nel discorso di Conte c’è una parte di cose dette e un’altra di non detto”.

Cosa non ha detto?

Ho notato un silenzio assordante per esempio sui temi eticamente sensibili. Ha parlato genericamente di aiuti alle famiglie meno abbienti e sostegni agli asili nido, ma non si è minimamente esposto su quelli che saranno gli indirizzi del governo sui temi tanto cari alla comunità Lgbt e al mondo laicista come le adozioni gay e l’eutanasia, che pure sono spinti da ampi settori della nuova maggioranza. Perché?”

Appunto, perché?

“Forse perché questo governo nasce con la benedizione del Vaticano? Attenzione, parlo appositamente di Vaticano come Stato e non di Chiesa cattolica, perché faccio fatica ad identificarmi da cattolico in una Chiesa che entra a gamba tesa nella politica. E’ evidente che dall’altra parte del Tevere c’è grande soddisfazione per l’uscita della Lega dal governo e per l’ingresso del Pd, ma è molto probabile che Conte, per mantenere l’appoggio delle gerarchie, dovrà stare molto attento a tenere a bada e frenare quanti nella maggioranza saranno pronti a spingere l’acceleratore su quei provvedimenti che in Vaticano sarebbero difficilmente digeribili. Ma nel contempo non può neanche chiudere la porta a chi è pronto a rilanciare le battaglie sui diritti gay e sul fine vita”.

E per quanto riguarda le cose dette?

“Mi ha fatto molto riflettere l’ eccessiva attenzione rivolta ai temi ambientali. Evidentemente il tentativo è quello di far diventare il Movimento 5 Stelle il nuovo partito verde. Il Movimento creato da Gianroberto Casaleggio non esiste più, ormai c’è un partito che è a tutti gli effetti una costola della sinistra, e all’interno di questa sinistra il ruolo dei pentastellati sarà proprio quello di rappresentare l’ambientalismo, una sorta di ‘partito gretino’. Conte ha usato ripetutamente il termine sostenibile, e sebbene la tutela dell’ambiente sia importante, è evidente il tentativo di far diventare l’ambientalismo l’ideologia portante di questo esecutivo, per consentire ai 5 Stelle di ritrovare una nuova identità. Mi pare altrettanto evidente l’obiettivo di nascondere dietro i temi ambientali, i veri argomenti che interessano gli italiani e che non ho visto affatto valorizzati”.

E quali sarebbero?

“La questione sociale innanzitutto. Il governo precedente aveva il grande merito di unire il sovranismo identitario della Lega con quello sociale dei 5 Stelle. Spostandosi a sinistra i pentastellati hanno perso la loro natura di partito del sovranismo sociale, visto che sui temi sociali dovranno dividersi il campo con il Pd e con Leu. Potranno forse trovare maggiore sintonia politica con i nuovi alleati su alcuni punti, ma sarà molto difficile per loro continuare a rappresentare l’anima sociale del governo come avveniva in quello gialloverde. Ecco perchè stanno cercando di colorararsi di verde”.

Con la nascita di questo governo, il sovranismo può dirsi ormai archiviato?

Dipenderà da ciò che farà Salvini. Adesso non potrà più costruire il suo consenso sulla lotta all’immigrazione, la chiusura dei porti e il blocco delle navi, dovrà ripensare completamente la propria strategia. Prima che ricostruire il centrodestra sarebbe importante ripensare il sovranismo, unendo all’identitarismo anche l’aspetto sociale che era proprio dei 5 Stelle. L’identità non basta più, deve essere integrata con la questione sociale. E deve ripartire dai territori. Perso il potere centrale bisognerà tornare nelle periferie, costruendo una classe politica adeguata a livello locale, nelle regioni e nei comuni. Al nord questa classe politica c’è e funziona, ma adesso Salvini deve lavorare al centro-sud lasciando spazio alle autonomie regionali. Basta inviare commissari da Milano in Calabria o in Sicilia, i dirigenti devono scaturire dal basso e non dall’alto, evitando come avvenuto di andare a ripescare i riciclati di altri partiti. Riparta invece dai ceti produttivi”.

Salvini ha fatto bene o male a staccare la spina al governo gialloverde?

Erano evidenti da tempo i tentativi dell’Unione europea di sabotare e far saltare il Conte 1 per far fuori la Lega, ed era anche chiaro come il premier fosse parte di questo disegno. Fossi stato in Salvini non avrei staccato la spina, anche perché diversamente da lui non ho mai sottovalutato il pericolo rappresentato da Conte. Certo, nessuno poteva prevedere che si sarebbe creata un’alleanza assurda fra Renzi e Grillo e che quest’ultimo avrebbe condotto i 5 Stelle al suicidio di massa, ma sapendo che in Europa si stava lavorando a questo obiettivo, avrei valutato molto più i contro che i pro della crisi. Oggi abbiamo un governo che è stato plasmato dalle istituzioni europee e Conte è stato l’esecutore di questo progetto. L’operazione è andata in porto e questo anche a causa del peccato originale di Salvini che non volle considerare l’opzione della staffetta con Di Maio a Palazzo Chigi. Forse le cose sarebbero andate diversamente”. 

 

 

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