Immigrati. Conte fa il Salvini. Ma è solo strategia per ammazzare i sovranisti

Politica

Più duri con i clandestini, penalità per gli Stati che non accolgono. Ad annunciarlo in pompa magna è stato il premier. Ma di quale Conte stiamo parlando? Del numero uno o del numero due? Visto che il tema, le parole, la politica e i toni, sono quelli di Salvini?

Invece no. E’ la nuova strategia giallorossa, mirata a depotenziare e stravolgere l’impianto leghista del vecchio governo su sicurezza e immigrazione. Si tratta di una “imitazione” furba e furbesca. Tradotto in soldoni vuol dire, prendere il meglio della cultura sovranista, assorbirla e svuotarla. Una strategia che si è rivelata molto più efficace dello scontro frontale auspicato dalla sinistra dem. Assomiglia un po’ al “metodo Minniti”, accusato di copiare Salvini. Un metodo che ha portato comunque, a dei risultati positivi in materia di contenimento degli sbarchi.

E’ soprattutto lo “schema-Macron”, col quale il presidente della Repubblica francese ha sconfitto la Le Pen: costruire in modo fluido, dal nulla, un partito formalmente populista, anti-casta, ma sostanzialmente continuista rispetto gli assetti economici, ideologici, del pensiero unico europeo.

Conte-2 si colloca perfettamente in questa linea. Il nuovo umanesimo è andare a negoziare con i paesi d’origine delle migrazioni, fare accordi bilaterali e contenere i flussi, smistandoli in tutta Europa.
Solo che Salvini bloccava gli sbarchi, a patto che andassero in altre direzioni e in altri porti; Conte-2 tenterà di convincere la Ue a scrivere un accordo automatico che imponga la redistribuzione dei migranti. I Paesi che diranno no, vedranno le risorse europee ridotte. In pratica, meno soldi.

E’ un avvertimento diretto ai paesi amici della Lega, i paesi di Visegrad, con in testa Orban, rei di fare gli euroscettici e poi intascare cospicui fondi da utilizzare in sede nazionale. Orban stesso, dovrà fare chiarezza: o dentro o fuori il Ppe e Bruxelles.
La proposta del premier italiano, va detto, è dentro una più ampia politica, già in atto da agosto, mirata a stendere una cortina di ferro contro la destra sovranista europea e non.

E’ la risposta che la Ue e i partiti sodali (maggioranza Ursula) hanno messo in campo per sconfiggere sul serio e definitivamente il pericolo nazionalista, che ha rischiato alle scorse consultazioni, di distruggere, cancellare, sopprimere, tutto l’impianto storico liberale, popolare e socialista della Ue. Non a caso questi partiti si sono coalizzati contro il “male”. E ci stanno riuscendo. I sovranisti possono stare solo all’opposizione (diventando paradossalmente funzionali alle caste di sempre), ma di andare al potere non se ne parla.

Trump, esempio di sovranismo vincente, rischia di diventare l’unico modello che regge, anche se isolato (e senza le idee di Bannon). Salvini si è fatto fuori da solo. Orban è appeso ad una scelta non da poco: continuare la sua battaglia valoriale o perdere peso europeo e fondi indispensabili per continuare a far decollare l’Ungheria.

Il conservatore Boris Johnson, è alle prese con la stessa impasse che ha condannato alla fuga la May. Respinti i suoi appelli, non lo mandano, come Salvini, al voto, e la Corte inglese potrebbe riaprire di imperio perfino il parlamento. La Le Pen, pur avendo il 30% dei consensi, a causa del sistema elettorale transalpino (il doppio turno che blinda i partiti di potere), è irrilevante.

E dulcis in fundo, a proposito di sistema elettorale, per Matteo italiano si apre una stagione non facile. Gli italiani si stancheranno dell’opposizione frustrante e impotente, stare sui social e in piazza, non basterà, e il proporzionale che molto probabilmente sarà varato dal parlamento a maggioranza giallorossa, servirà proprio a rimuovere i collegi maggioritari del Rostellum2.0, attualmente in vigore, e impedire al Carroccio di ottenere i futuri numeri per tornare a Palazzo Chigi.
Il cambiamento tanto auspicato dai sovranisti e populisti non ci sarà. Assisteremo unicamente al trionfo del Gattopardo.

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