Pranzo segreto fra Silvio e Matteo. Fra Copasir e centro-destra

Politica

Cosa c’è dietro l’incontro riservato in pieno centro a Milano tra Silvio e Matteo? Si scrive centro-destra che verrà, ma si legge Copasir.

Andiamo per ordine. Innanzitutto è un’operazione benedetta dall’azienda di famiglia e dalla Ronzulli, da sempre filo-Salvini. Ma l’apparenza non inganni. Neo-post-zarina di Arcore, la Ronzulli è al centro da mesi di una lotta senza quartiere dentro e fuori Fi.

Fatta fuori dal cerchio magico di Arcore, e dallo stesso Silvio, sta tentando di rientrare in gioco come ambasciatrice leghista. Ma non ci riesce. Ecco come. Basta decodificare gli argomenti trattati nel tete a tete.
C’è in ballo ovviamente il no al sistema proporzionale che tutelerebbe in un primo momento gli azzurri, in questo momento in forte difficoltà elettorale, ma ostacolerebbe gravemente anche i desideri di rivincita di Salvini. Una volta spariti i collegi uninominali del Rosatellum 2.0 sarebbe assai difficile costruire la sua futura maggioranza di governo a trazione sovranista, come vuole lui. Anzi, rischierebbe di perdere le elezioni.

Ma non è solo quello. Il disegno riguarda l’ipotesi di una inedita alleanza tra azzurri e Lega per mettere all’angolo la Meloni, anche lei nell’intimo favorevole al proporzionale, visto che aspira ad essere il secondo partito della coalizione, galvanizzata dalle ultime proiezioni e dalle recenti regionali.

Il proporzionale, infatti, ha due facce: lo vendono come fotografia della democrazia, ma nei fatti favorisce ogni tipo di inciucio. E all’orizzonte di inciuci se ne vedono parecchi: alleanze regionali giallo-rosse, desistenze grilline pro dem in Emilia, il partito di Renzi, il partito di Calenda, transumanze che potrebbero attrarre spezzoni azzurri, già usciti allo scoperto prima del varo del Conte-2, come la Carfagna, Russo, Lonardo, Rotondi.

L’incontro di oggi, smaltiti gli incisi, riguarda in realtà le future nomine. Il vero pezzo allettante della torta nazionale. Con poche fette rimaste a causa dell’auto-defenestrazione di Salvini, ma nelle possibilità concrete di Berlusconi e dei suoi, a patto che il partito si sposti dall’orbita salviniana e costruisca un polo “moderato dinamico”. Chi vuole intendere intenda. Salvini spera di ottenere la presidenza del Copasir e il tramonto della Ronzulli, utile solo per un pranzo, ma ormai inutilizzabile per il resto, indebolisce de facto il suo sogno.
Cosa accadrà da adesso in poi? La mediazione di Verdini, ormai unico collettore tra Salvini e Berlusconi è l’ultima speranza futura del Capitano.

di Indiscretor

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