Forza Italia, Salvini “spacca” ancora gli azzurri. Carfagna contro tutti

Politica

Mara Carfagna ad un passo dall’addio a Forza Italia? La voce ha ripreso a circolare con insistenza nelle ultime ore, dopo che l’ex ministro berlusconiano è tornata a criticare l’appiattimento del partito azzurro rispetto alla Lega di Matteo Salvini.

La Carfagna, non è un mistero per nessuno, era contraria all’adesione di Forza Italia alla manifestazione contro il governo indetta sabato prossimo da Matteo Salvini, trovandosi alla fine spiazzata dallo stesso Berlusconi, che non soltanto ha confermato l’adesione, ma anche la sua partecipazione personale sul palco al fianco di Salvini e della Meloni.

Nelle ultime ore però un nuovo fronte di polemica si è aperto in seguito ad un’intervista di Salvini al quotidiano Il Foglio, nella quale il leader leghista fra le altre cose ha dichiarato: “Non si possono proporre le ricette del ’94 agli italiani del 2020. Bisogna guardare avanti con immaginazione e fantasia. Bisogna pensare a candidature nuove”.

Dichiarazioni che sono state lette da una parte degli azzurri come una sorta di “annuncio di rottamazione” nei confronti della storia politica di Forza Italia e di Berlusconi in particolare che è stato protagonista indiscusso di quella stagione. Da quell’intervista molti hanno percepito un sotterraneo disprezzo del capo leghista nei confronti dei forzisti e molto probabilmente era proprio quello l’obiettivo del quotidiano diretto da Claudio Cerasa. 

Un passo in avanti in direzione di un centrodestra 2.0 a trazione leghista e sovranista? Le parole di Salvini non sono passate inosservate alla Carfagna che si è rivolta ai quadrumviri del partito, ovvero Antonio Tajani, Anna Maria Bernini, Mariastella Gelini e Sestino Giacomoni.

Con un tweet l’ex ministra ha dichiarato: “Spero che il quadrumvirato di @forza_italia abbia il coraggio di difendere 25 anni di storia liberale che non possono essere liquidati così”.

Ma a scontentare Carfagna e company è soprattutto la decisione di Berlusconi di presentarsi in piazza sabato. Una piazza considerata sovranista, antieuropeista, estremista, dove Berlusconi rischia di rivestire, non i panni del leader ma quelli del comprimario, una sorta di numero 2 o addirittura di numero 3, secondo non soltanto a Salvini ma pure alla Meloni.

Si teme insomma un’umiliazione di Forza Italia, del suo leader, della sua storia, dei suoi valori, ad opera di una piazza composta in larghissima parte da persone che considerano gli azzurri alleati scomodi e sgraditi, necessari soltanto a vincere le elezioni regionali, ma che sarebbe preferibile non avere insieme al governo.

Insomma, la manifestazione di sabato e l’esito che avrà, potrebbe davvero segnare lo spartiacque definitivo in Forza Italia fra i filo- leghisti, sempre più considerati dalla Carfagna succubi delle mosse di Salvini, e i moderati. Con i secondi che sembrano faticare ogni giorno di più nel resistere alle sirene renziane.

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