Brexit, telenovela infinita. Ue pronta a nuovo rinvio?

Politica

L’Unione europea sarebbe pronta a concedere una proroga alla Gran Bretagna per l’uscita dalla Ue fino al 28 febbraio 2020. Lo rivelerebbe il Sunday Times citando fonti qualificate.

Il tutto se il premier Boris Johnson non dovesse trovare un accordo in settimana, dopo che il parlamento di Londra ha approvato un emendamento con la richiesta di un ulteriore rinvio, oltre la data del 31 ottobre, mentre la gente in piazza chiedeva un nuovo referendum anti Brexit.

Il premier sembra deciso a tirare dritto minacciando l’uscita ad ogni costo a fine mese, con o senza accordo, ritenendo che quello concluso a Bruxelles sia il miglior negoziato possibile. Peccato però non la pensino così gli unionisti irlandesi, per niente soddisfatti del compromesso raggiunto sui confini e sulla partecipazione al mercato comune europeo. Accordo che è stato giudicato ambiguo, complesso e di difficile attuazione visto che nella fase transitoria il Nord Irlanda si troverebbe a far parte contemporaneamente del mercato comune europeo e di quello britannico.

I laburisti spingono perché si vada verso un’unione doganale con la Ue e un nuovo referendum che rimetta in discussione la Brexit.

Una telenovela che sembra davvero infinita.

A questo punto resta da capire cosa intende fare l’Europa. Sarà disponibile a concedere un’altra proroga agli inglesi se il premier dovesse perdere la sua battaglia? Il che significherebbe rimettere in discussione ancora una volta l’accordo raggiunto. Johnson la lettera con la richiesta di rinvio al 31 gennaio l’ha inviata, rispettando quanto votato dal parlamento, ma senza firmarla e in più  accompagnandola con un suo parere negativo.

Insomma, il conto alla rovescia è iniziato e tutto lascia prevedere che per il primo ministro la strada sia tutta in salita. Anche se, nonostante le piazze piene che invocano un nuovo referendum, i sondaggi confermino che in caso di elezioni anticipate, i conservatori vincerebbero con almeno dieci punti di scarto. E forse Johmson potrebbe tentare il tutto e per tutto.

Ma il precedente di Theresa May che sfidò le urne forte di sondaggi che la davano in netto vantaggio ritrovandosi invece a vincere per una manciata di voti e senza la maggioranza in Parlamento, sembrerebbe suggerire prudenza.

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