Manovra e Conte. Ora i Dioscuri sono Di Maio e Renzi. Il soccorso dem

Politica

La Manovra che Salvini ha sbolognato ai giallorossi (per non franare in Europa e nelle urne), sta diventando una vera mina vagante per il Conte-2.

Il nuovo esecutivo, nato sullo slancio anti-Lega e sulle nuove parole d’ordine, amore, crescita, sviluppo, ecologia, un po’ modello Greta, un po’ Carola, comincia ad impantanarsi, ad incartarsi, riproducendo esattamente le stesse dinamiche che hanno flagellato, funestato, ammazzato, il Conte-1.

E il “mediatore, premier, arbitro, notaio, garante”, “Giuseppi” non ci sta. Proprio nel fine settimana, nel giorno delle tante piazze, da San Giovanni alla Leopolda, ha minacciato i suoi rissosi partner: “Chi critica lasci il governo”. Monito-ricatto rivolto ai tanti alleati che lo fanno stare poco “sereno”.

Se nel Conte-1 il problema era rimproverare, rassicurare i due Dioscuri in eterno, morboso, ma appassionato conflitto (Di Maio e Salvini), ora nel Conte-2 i Dioscuri sono diventati Renzi e Di Maio. L’unico elemento di continuità, appunto, Di Maio, ma con una veste diversa. Il suo obiettivo è non sembrare troppo democristiano presso la base (in fondo, è passato da destra a sinistra con grande disinvoltura). E quindi, sulla Manovra, per non diventare troppo garantista, pacato, moderato, governativo, ha pensato bene di rompere gli assetti, gli equilibri. Da qui il tentativo di ridiscuterla su basi giustizialiste (la galera per i grandi evasori).

E se in un primo momento, in funzione anti-Salvini, Conte è parso la spalla dei grillini, adesso le cose sono cambiate: i grillini rischiano di trasformarsi nella spalla di Conte. Ecco spiegato l’astio e il peggioramento evidente dei rapporti tra il ministro degli Esteri e il premier.

Se Di Maio ha detto “sul carcere agli evasori andrò in fondo”, Conte ha immediatamente risposto: “La Manovra è stata approvata (l’ho venduta come un successo, ndr), salvo intese tecniche, il che vuol dire che si possono fare solo modifiche tecniche. E’ stata approvata dai ministri tutti anche dai 5Stelle, e comunicata a Bruxelles (parola magica ndr)”.

Di Maio è servito. Di Maio in difficoltà? Niente affatto: in suo soccorso è arrivata Italia viva, prima nella persona di Renzi (“non condivido una Manovra che modula, non elimina l’aumento dell’Iva, mortifica il contante e non toglie Quota 100”), poi nella persona della Boschi: “Il Pd è il partito delle tasse”. Una bomba con effetti interni alla maggioranza non da poco, che ha rovinato ulteriormente l’umore al premier. Ciò vuol dire che i renziani saranno i guastatori del suo governo. Peggio di Salvini che ha detto in piazza che questo è l’esecutivo che fa i morti in mare.

E come ha reagito Conte-2? Se i Dioscuri si pizzicano, marciano divisi, ma colpiscono uniti Palazzo Chigi, ha felicemente accolto il soccorso di Zingaretti.
Ed ecco il nuovo, l’ennesimo, salto carpiato del premier. Da avvocato del popolo, da populista, a grillino, a…. dem.
Ovviamente nel senso del “nuovo umanesimo” (il suo discorso il giorno della fiducia). Ora Il Pd fa da spalla a Conte.
In attesa magari di un altro salto.

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