Prostituzione libera. Chi è favorevole e chi no: gli argomenti

Politica

Mentre monta la notizia che sono stati arrestati 11 nigeriani che reclutavano con l’inganno giovani donne spesso minorenni per la prostituzione in Italia (le trasportavano in Libia su camion, di lì sui barconi), il dibattito sulla liberalizzazione della prostituzione si fa intenso.

Per la Lega (ultimo il governatore della Lombardia Attilio Fontana) il corpo si vende, ma per i pro life questo è inaccettabile: “La schiavitù e lo sfruttamento non possono diventare un business caro governatore della Regione Lombardia e non possiamo accettare che venga trasformata in lavoro la prostituzione” hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia, in merito al sì del presidente della Lombardia Attilio Fontana alla legalizzazione della prostituzione durante la trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’ di ieri.

«Affermare di essere sicuro della rielezione dopo questa proposta, poi, ci mostra un triste quadro sul senso della politica oggi: il bene comune dovrebbe essere un concetto che va ben oltre la quadratura delle finanze dello Stato o del consenso elettorale. Liberare le donne dalla violenza è anche liberare le donne dalla prostituzione dei propri corpi, venduti come merce e messi all’asta dei desideri di uomini che le oggettualizzano. Vincerà rispetto al mercato la donna che farà il prezzo più stracciato?» hanno aggiunto Brandi e Coghe.

Di fatto per il movimento del Family Day, che ha parlato attraverso Gandolfini a capo del Comitato Difendiamo i nostri figli, le donne in difficoltà vanno aiutate e sostenute per uscire dal circolo della prostituzione e vanno perseguiti sia gli sfruttatori che i ‘clienti’. Legalizzare significherebbe accettare di arricchirsi della schiavitù altrui, tornando indietro nel tempo e rinunciando alle conquiste civili raggiunte dal nostro secolo. Le persone più fragili, insomma, “vanno tutelate attraverso azioni di sostegno sociale alle quali bisogna accompagnare anche strategie di contrasto culturale, politico e di polizia contro gli sfruttatori” ha concluso Gandolfini.

Di tutto altro parere il Governatore Fontana appunto, che a La Zanzara, ha fatto questo domanda: «Perché dobbiamo lasciare che si arricchiscano solamente le persone che si muovono fuori dalla legalità?».

Fontana ha sostenuto i benefici della riapertura delle case di tolleranza che permetterebbe non solo di fornire servizi previdenziali alle persone che si prostituiscono e garanzie igienico-sanitarie ai loro clienti, ma anche creare un nuovo tipo di reddito tassabile.

E la rete? Ecco le opinioni…

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