Regionali, per i 5 Stelle “esserci o non esserci”, questo è il problema

Politica

Gli iscritti del Movimento 5 Stelle saranno chiamati oggi dalle 12 alle 20 a pronunciarsi sulla piattaforma Rousseau in merito alla prossima tornata elettorale nelle regioni.

Stavolta però non si tratterà di decidere se allearsi o meno col Pd come avvenuto in Umbria, ma se presentarsi o no alle elezioni in Emilia Romagna e Calabria. Se esserci o non esserci. Questo è il problema.

“Abbiamo deciso di sottoporre agli iscritti la decisione riguardante la partecipazione alle imminenti elezioni regionali in Emilia – Romagna e in Calabria. A noi la scelta. Le votazioni si apriranno alle 12 di domani e si chiuderanno alle 20”, scrivono sul blog.

“Partecipare alle elezioni – sottolineano i pentastellati- richiede uno sforzo organizzativo, anche nazionale, e di concentrazione altissimo. Ciascuno di noi deve interrogarsi, con la massima responsabilità, sul contributo che sente di dare nei prossimi mesi, su dove sente più giusto che i suoi portavoce dirigano il proprio impegno. Deve chiedersi se pensa se siamo capaci, tutti insieme, in un grande lavoro di rete di condivisione e divisione degli incarichi, di essere utilmente presenti su diversi fronti. Qualsiasi cosa sceglieremo, la affronteremo come sempre con tutta la dedizione di cui siamo capaci”.

Una decisione, quella del voto online, che è stata però accolta negativamente da una parte dei 5 Stelle, specialmente in Calabria, dove diversi militanti vi hanno letto un tentativo di fuga. 

Va detto che, senza alleanze, il M5S non ha nessuna possibilità di affermarsi nelle regionali come hanno dimostrato le precedenti esperienze. Dopo i deludenti risultati in Umbria però, la strada di un’alleanza col Pd è tornata in soffitta e adesso il problema è diventato quello di decidere se dare comunque una testimonianza di presenza sul territorio e nelle istituzioni locali o arrendersi alla sicura sconfitta. 

C’è chi, come il deputato calabrese Francesco Forciniti arriva addirittura a sospettare che dietro la proposta di non presentarsi alle elezioni regionali possa in realtà nascondersi l’obiettivo di non disturbare troppo gli alleati di governo: “Sarò esplicito – scrive su Facebook – Se ci sarà impedito di partecipare alle prossime elezioni regionali calabresi, si sarà consumato un subdolo gioco di palazzo per lasciare al Pd qualche possibilità in più di salvare le proprie poltrone emiliane, con l’illusione da parte di qualche stratega romano che questo possa rafforzare il governo giallorosso. Evidentemente l’esperienza del caso Diciotti e del rapporto con Salvini non ci ha ancora fatto capire che piegarsi alla volontà degli alleati di turno non rafforza in alcun modo il governo”.

Ma, al momento, sembra che l’intenzione di Di Maio sia soprattutto quella di concentrare le forze sulla riorganizzazione del Movimento a livello nazionale dando vita alla fase di ristrutturazione con la nomina dei “facilitatori”, chiamandosi fuori da appuntamenti elettorali locali che non farebbero che certificare la perdita di consensi e la crisi dei 5S passati dal 32% delle politiche al 16% degli ultimi sondaggi.

La parola quindi ancora una volta torna agli iscritti della Piattaforma Rousseau, gli stessi che hanno dato semaforo verde sia al matrimonio di governo col Pd che all’alleanza con i dem in Umbria. Ma stavolta la posta in gioco è molto più alta e impegnativa, visto che si tratta di decretare l’esistenza stessa dei 5 Stelle a livello territoriale. Senza escludere che, in caso di esito positivo, ossia di un voto per restare in campo, non possa poi riaprirsi anche la partita delle alleanze. Improbabile, ma sempre possibile.

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