M5S chiude a Bonaccini: ora è Grillo l’ultima speranza

Politica

Il Movimento 5 Stelle non sosterrà la corsa di Stefano Bonaccini del Pd a presidente dell’Emilia Romagna e correrà in solitaria con un proprio candidato. 

Lo ha ribadito ancora una volta Luigi Di Maio ai militanti e attivisti riuniti al Savoia Regency Hotel di Bologna, per discutere su come affrontare le elezioni di gennaio in quella che è considerata la regione strategica per il governo. “Per statuto non possiamo sostenere il candidato di un partito” ha detto il leader pentastellato chiudendo definitivamente le porte ad un accordo con il candidato del Pd che si gioca la partita con la leghista Lucia Borgonzoni.

Di Maio ha tenuto a precisare che le elezioni romagnole non avranno nulla a che vedere con il governo nazionale, mettendo le mani avanti nel caso di una temutissima sconfitta. 

Qualora Bonaccini dovesse uscire sconfitto e la Regione rossa per eccellenza cadere in mano al centrodestra, sarà davvero molto difficile per i grillini chiamarsi fuori da ogni responsabilità e pensare di poter proseguire l’esperienza di governo come se nulla fosse accaduto.

E non a caso lo stesso Bonaccini è tornato nelle ultime ore, anche di fronte a sondaggi non propriamente per lui incoraggianti, a chiedere ai 5 Stelle un gesto di responsabilità: “Li invito a riflettere – ha detto il candidato del Pd –  se restare schiacciati tra noi e la Lega, oppure provare a prendersi una responsabilità per provare a governare. Io non credo ad alleanze solo per battere gli avversari, sono prese in giro ai cittadini, ma negli ultimi sei mesi le scelte strategiche per la regione le abbiamo votato sempre insieme”.

Ma Di Maio si è appellato allo statuto per rispedire al mittente l’invito ricordando che è vietato sostenere candidati iscritti ad altri partiti: “In Emilia Romagna – ha precisato – noi siamo aperti a tutte le forze civiche, alle liste civiche del territorio. Stiamo componendo la lista. E poi siamo aperti a tutti sui programmi. Qui il movimento è vivo e pronto a combattere, faremo una campagna itinerante e aperta fino all’ultimo giorno”.

Il messaggio è chiaro: i 5 Stelle potrebbero accettare un’alleanza col Pd soltanto se si seguisse il modello umbro, ovvero la convergenza su un candidato civico. Il che dovrebbe comportare un passo indietro di Bonaccini che al momento appare decisamente impossibile. Anche perché, a detta del Pd, soltanto il presidente uscente sarebbe nelle condizioni effettive di poter sconfiggere il centrodestra. E se in Umbria la scelta del candidato civico è tornata utile anche ai dem per segnare una discontinuità rispetto agli amministratiori uscenti travolti dalle inchieste giudiziarie, in Emilia Zingaretti e company non sono affatto disponibili a sacrificare un’amministrazione considerata un fiore all’occhiello. 

E Grillo? Ufficialmente l’ex comico avrebbe dato semaforo verde a Di Maio, ma a sentire i bene informati non sarebbe del tutto favorevole ad una chiusura netta ad alleanze col Pd, consapevole di come la sconfitta in Emilia Romagna, indipendentemente da ciò che pensa il capo politico, non potrà non avere forti ripercussioni sulla tenuta del governo e della maggioranza che lo sostiene. Spingendo ancora di più i dem sulla strada di una rottura che in tanti al Nazareno starebbero caldeggiando.

E c’è chi nel Pd avrebbe riposto proprio nel garante l’ultima speranza, convinti che come avvenuto con la formazione del governo, un intervento a gamba tesa di Grillo possa far virare l’intero Movimento verso l’appoggio a Bonaccini. E non è escluso che il pressing alla fine possa dare i suoi frutti.

Intanto sono partite le cosiddette “regionarie”, ovvero le consultazioni sulla Piattaforma Rousseau per scegliere i candidati da presentare in Emilia Romagna e in Calabria.

Le consultazioni online si chiuderanno alle ore 23 del prossimo 4 dicembre. Chiunque, iscritto alla Piattaforma e residente nelle due regioni, potrà avanzare la propria candidatura. Saranno poi Di Maio e Grillo ad avere l’ultima parola in ordine alla scelta, dopo aver valutato “la compatibilità delle candidature con i valori del Movimento”. Una volta che le candidature saranno approvate, passeranno al giudizio definitivo e finale della rete.

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