Regionali, anche il centrodestra non ride. Calabria e Campania “in alto mare”

Politica

Se Atene piange, Sparta non ride. E così, se la maggioranza di governo è alle prese con il nodo delle alleanze in Emilia Romagna dove la partita fra Bonaccini e Borgonzoni stando ai sondaggi potrebbe giocarsi sul filo di lana, nel centrodestra non sono affatto tutte rose e fiori.

Se la candidatura della Borgonzoni in Emilia Romagna sembra ormai definitiva, restano da sciogliere i nodi delle candidature in Campania e Calabria. Qui la scelta dei governatori sarebbe ancora tutta in alto mare.

In Calabria infatti Matteo Salvini continua a mostrarsi scettico sulla candidatura del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto proposta da Forza Italia in virtù di alcune inchieste giudiziarie in cui l’aspirante governatore sarebbe coinvolto. A chi gli chiede notizie,il leader del Carroccio risponde che l’accordo sarà trovato, ma senza specificare se sarà o meno sul nome del candidato azzurro.

Fratelli d’Italia aveva messo sul tavolo la candidatura di Wanda Ferro, ma poi pare abbia deciso di fare un passo indietro per non compromettere ancora di più i rapporti già molto tesi fra azzurri e leghisti. Ma anche il partito della Meloni, come Salvini, parrebbe confidare in un ripensamento di Berlusconi sul nome di Occhiuto e c’è chi non esclude che il nome della Ferro possa pure tornare in campo.

Non va meglio in Campania, dove sempre Berlusconi ha lanciato l’ex governatore Stefano Caldoro che però incontra l’opposizione della corrente che fa capo a Mara Carfagna 

In base agli accordi presi al tavolo del centrodestra tocca a Forza Italia indicare tanto il candidatore governatore in Calabria che l’anti De Luca in Campania.

Caldoro è considerato dalla Carfagna strettamente legato all’asse Tajani-Gelmini e non dispiace alla Lega anche se Salvini, dopo aver dato un ufficioso ok a Berlusconi sul nome dell’ex governatore sconfitto da De Luca alle passate regionali, non si sarebbe ancora pronunciato ufficialmente e starebbe prendendo tempo.

Il nodo dovrebbe essere sciolto definitivamente nel weekend in un incontro a tre fra Salvini-Berlusconi-Meloni. In Calabria c’è chi addirittura non esclude che in caso di un niet sul nome di Occhiuto da parte degli alleati, gli azzurri possano anche minacciare di correre da soli, mettendo così a rischio una vittoria del centrodestra data dai sondaggi come altamente probabile.

Forse non si arriverà a questo, ma è certo che Forza Italia non può permettersi alcun cedimento. Almeno questa è la linea di Berlusconi che intende mettere un freno alla leadership assoluta di Salvini sul centrodestra.

 

 

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