Critiche esagerate contro il nuovo film di Checco Zalone

Politica

Davvero si tratta di critiche esagerate contro il promo musicale del suo nuovo film, “Tolo Tolo” di Checco Zalone? Partiamo dalla storia. Secondo alcuni il video musicale dove si fa il verso a Celentano sarebbe “razzista”. Una semplificazione o una non comprensione della satira?

Oggi a difendere Zalone è sceso in campo un altro intellettuale, Fulvio Abbate, che quanto a sarcasmo è bravissimo anche lui. Ecco cosa ha detto: “In questo video di Zalone c’è ribaltamento attraverso la candeggina dell’ironia, ribaltamento di un sentimento di astio verso gli immigrati, e ciò avviene segnatamente con un’antifrasi. (…) Zalone ha fatto un’operazione, come dire, perdonate se parlo da laureato in filosofia, da “radical chic”, perdonate anche se penso che questa cosa qui non la capirebbero neppure, temo, ripeto, né Salvini né Veltroni, Zalone ha fatto un’operazione manieristica, sì è messo nei panni del razzista medio, modello-base, ne ha riprodotto le ossessioni, le pulsioni ordinarie, ossia: il “negro” arriva qui da noi per un ennesimo ratto delle Sabine, forse anche delle Sabrine, per citare una Venere nostra del cinema”.

Insomma è più malato chi ci vede il razzismo che il regista. La televisione fa il suo dovere quando mostra le immagini dei migranti africani con i giubbotti salvagente, evoca il dramma, la cronaca nera. Ma Zalone non fa anche lui il suo lavoro? Quanti italiani pensano che queste persone vengano da noi per rubarci il lavoro, al di là dell’abominio di certi pensieri, non si può bendare gli occhi di fronte alle preoccupazioni che esistono. Non è meglio allora prenderla a ridere? Così da alleggerire il clima di odio e farla diventare una barzelletta, roba da deridere?

Insomma stupisce e raccapriccia di più  più la satira o il politicamente corretto? L’ironia o si applica a tutte le categorie o a nessuna. E siccome il politicamente ha già fatto tanti danni ha fatto alla nostra cultura, può essere intellettualmente più significativo un film così che un documentario.

La solita doppia morale annoia un po’ tutti ormai. Qui non c’è lotta sociale, non c’è razzismo, non c’è che una sana risata sulle paure della gente. Messe più in ridicolo in questo modo, che come fanno i radical chic.

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