Sardine, parla Becchi: “Fenomeno interessante, coprono il vuoto dei 5 Stelle”

Interviste

Le Sardine continuano a riempire le piazze italiane. Ciò che molti si chiedono è dove trovino la forza per avere un così largo seguito, se si pensa che l’unico collante che sembra unirli è la lotta al nemico comune, Matteo Salvini. Abbiamo provato a capire da dove nasce e come si sviluppa il fenomeno con il filosofo Paolo Becchi, che ha seguito molto da vicino la nascita del grillismo e la fondazione del Movimento 5 Stelle collaborando con Gianroberto Casaleggio. Dopo essersi allontanato per divergenze di vedute e di metodo dai pentastellati, oggi Becchi è considerato fra i maggiori ideologi del sovranismo in Italia.

Le Sardine sabato scorso hanno riempito Piazza San Giovanni a Roma e ovunque vanno il successo è assicurato. A questo punto Salvini fa bene a sottovalutarle o dovrebbe temerle?

Non le ritengo pericolose per Salvini, e se devo essere sincero mi sembrano tanto un grande fuoco di paglia. Tuttavia trovo siano un fenomeno interessante”.

In che senso?

“Nel senso che solitamente questi movimenti nascono in antitesi a chi governa, mentre queste Sardine si sviluppano come reazione contro chi si trova all’opposizione. Questo è certamente un dato sorprendente. E’ come se il governo, che in questo momento è debolissimo, stia creando un movimento popolare che possa sostenerlo nonostante i suoi fallimenti. Non avendo al momento un consenso elettorale, l’attuale maggioranza sta cercando un sostegno nelle piazze, quelle stesse piazze un tempo egemonizzate da Grillo ma che ormai gli hanno voltato le spalle. Ecco quindi l’esigenza di aggrapparsi ad una realtà nuova, scaturita da una mobilitazione sui social e animata da giovani”.

Quindi pensa anche lei che si tratti di un movimento creato a tavolino?

Questo no, non penso che si tratti di un’operazione in vitro. Posso anche ritenere che tutto sia nato spontaneamente, ma poi è evidente come sia subito seguita la strumentalizzazione del fenomeno. E’ un dato di fatto come le Sardine stiano oscurando la crisi dell’Ilva, il salvataggio di Alitalia, i problemi legati alle banche, tutti argomenti che vedono il governo in grosse difficoltà. A me sembrano tanto un diversivo mediatico, una delle tante armi di distrazione di massa che servono per spostare l’attenzione dai veri problemi. E difatti da settimane giornali e televisioni non parlano che di Sardine”.

Quindi ritiene che Salvini non abbia nulla da temere dal punto di vista elettorale?

Non penso che le Sardine diventeranno mai un movimento politico, ma qualora decidessero di scendere in campo il vero danno non lo farebbero a Salvini ma piuttosto ad un Movimento 5 Stelle in fase di disfacimento. L’elettorato della Lega non si sposterà mai in quella direzione. Gli scontenti dei 5 Stelle, che sono sempre di più, avrebbero invece una valida alternativa ed una nuova possibilità di esprimersi. Personalmente le Sardine non le valuto né positivamente, né negativamente. Sono espressioni della società civile che si possono manifestare liberamente ma che poi inevitabilmente finiscono con l’essere strumentalizzate”.

Però come spiega le piazze piene?

Le piazze le riempie anche Salvini e un tempo le riempiva Grillo. Non sempre però alle piazze piene corrispondono urne altrettanto piene. Non dimentichi che chi va in piazza è sempre una minoranza. Le Sardine sono andate a sostituire un M5S che oggi non è più in grado di riempire le piazze come faceva una volta, essendo barricato nel palazzo. Sono in qualche modo la certificazione che il grillismo ha fallito, essendosi trasformato da fenomeo di piazza a sistema di potere”.

Però Grillo in piazza tuonava contro la casta, le lobby, i poteri forti, le banche, i boiardi di Stato. Le Sardine, oltre a cantare Bella Ciao e a dichiararsi antifasciste che temi hanno?

“La grande anomalia delle Sardine è proprio quella di andare in piazza senza argomenti forti. Non c’è un vero e proprio obiettivo, l’unico collante sembra essere l’anti-salvinismo. Proprio come ieri era l’antiberlusconismo. Ecco quindi spiegati i messaggi antifascisti, antirazzisti, antinazionalisti. Per questo credo che saranno un fuoco di paglia, proprio perché dietro non c’è nulla. Mi sembra che l’unico motivo che favorisce tanta partecipazione è la volontà di manifestare contro Salvini soltanto perché nessun altro lo fa”.

Salvini lo vede rafforzato o piuttosto in difficoltà dopo aver proposto il patto nazionale per risolvere le emergenze del Paese e tornare presto al voto?

Salvini è riuscito a rimettersi in pista dopo lo scossone subito ad agosto, ha tenuto botta e continua a mantenere un forte consenso. Però è consapevole di come intorno a lui sia in atto una strategia del logoramento. Da qui anche la proposta del patto nazionale. Il leader della Lega sa perfettamente che più le elezioni si allontanano e più lui rischia di restare logorato”.

Pensa che il governo riuscirà a sopravvivere?

E’ ciò che Grillo vuole a tutti i costi come dimostra anche la sua discesa a Roma di ieri. Il suo scopo è impedire le elezioni e lo dimostra anche il fatto di aver legittimato il dissenso nel Movimento, fino al punto di affermare che anche chi vota contro ha diritto di restare. In pratica le regole non contano più nulla, l’importante è tenere tutti dentro e impedire defezioni. Io mi sono allontanato dal M5S ormai da molti anni, ma non avrei mai immaginato che sarebbe diventato il partito della conservazione più estrema, il partito delle poltrone ad ogni costo, il principale ostacolo al processo democratico rappresentato dalle elezioni”. 

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