Renzi va alla rottura su prescrizione e regionali: grandi manovre al centro

Politica

Prove di smarcamento di Renzi dalla maggioranza e dal futuro progetto del centrosinistra caldeggiato da Nicola Zingaretti.

Italia Viva, che si appresta a votare a favore dell’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro Matteo Salvini sulla vicenda della nave Gregoretti, sulla prescrizione è invece tutt’uno con Lega. Fratelli d’Italia e Forza Italia.

I renziani ieri in Commissione Giustizia hanno infatti votato a favore della proposta presentata dal forzista Enrico Costa per bloccare l’entrata in vigore della riforma voluta dal ministro grillino Bonafede che blocca la prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Proposta che però è stata respinta dal voto compatto di Pd-M5S e Leu e da quello decisivo della presidente della Commissione, la pentastellata Francesca Businarolo che ha così impedito che la conta finisse in parità. 

E così sono subito partiti gli attacchi reciproci, con i dem che hanno accusato Renzi e company di giocare di sponda con Salvini, e Italia Viva che invece ha accusato il Pd di essersi piegato al “giustizialismo grillino”.

Adesso lo scontro si sposta in Parlamento dove Costa è sicuro di avere la meglio, visto che non tutti dentro il Pd sembrano condividere la norma voluta dai 5 Stelle. E con il voto segreto, in Aula tutto potrebbe cambiare.

E’ evidente tuttavia come Italia Viva, ancora una volta, abbia voluto marcare la sua distanza dal resto della maggioranza ora che il Pd sembra invece voler instaurare un rapporto sempre più stretto con i grillini. E che l’obiettivo di Renzi siano i suoi ex compagni di partito lo dimostrano le dichiarazioni rilasciate dall’ex premier a Porta a Porta. “Paradossalmente – ha detto Renzi – Forza italia e la Lega hanno votato con noi e il Pd, che aveva fatto la Legge Orlando, ha votato con Bonafede. Io vorrei mandare un abbraccio di solidarietà a tutti i riformisti del Pd, che stanno inseguendo i grillini. Noi siamo rimasti fedeli alla Legge Orlando e il Pd sta inseguendo il populismo giudiziario di Bonafede e dei cinque stelle”.

Ma Renzi pone anche dei paletti invalicabili al progetto di Zingaretti, quello cioè di allargare il Pd e rilanciare così un nuovo centro sinistra che sia in grado di competere alla pari con il centrodestra salviniano: “Il nuovo Pd si sta spostando su una linea di maggiore contiguità con i grillini – ha aggiunto – Una grande alleanza da D’Alema a Toninelli? Mi sento male solo a pensarci”.

Il tutto al termine di una giornata ad alta tensione, durante la quale Italia Viva ha anche negato l’appoggio al candidato del Pd in Calabria e si è detto indisponibile a partecipare ad un’alleanza di centrosinistra in Puglia dove Renzi e Calenda presenteranno un candidato comune.

Grandi manovre al centro dunque, dove l’ex leader dem spera di poter presto accogliere anche Mara Carfagna e l’anima anti-sovranista degli azzurri che non a caso nelle ultime ore ha aperto nuovi fronti di polemica all’interno di Forza Italia. Come in Campania per esempio, dove Carfagna e company continuano a bocciare la candidatura di Stefano Caldoro alle prossime regionali contro De Luca voluta da Silvio Berlusconi.

E il governo? Per il momento Italia Viva non sembra intenzionata a strappi clamorosi, almeno fino a quando non si sarà messa in piedi una coalizione allargata al centro in grado di presentarsi alle elezioni e superare la soglia del 5%. Conte, almeno per il momento può dunque stare tranquillo. O sereno? 

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