Centrodestra unito ma non troppo. Le partite aperte in Puglia e Campania

Politica

“Il centrodestra non vince senza un centro liberale, cattolico, garantista forte che solo noi possiamo far esistere. La destra, da sola, può prendere molti voti, ma non può vincere e tantomeno governare”. E’ un Silvio Berlusconi decisamente rinvigorito quello che nella giornata di ieri ha commentato i risultati delle elezioni regionali di domenica scorsa.

Nonostante Forza Italia sia sempre più minoritaria all’interno del centrodestra, dove i sondaggi non la danno oltre il 6%, al leader azzurro basta la vittoria di Jole Santelli in Calabria per poter rivendicare il ruolo essenziale del suo partito nella coalizione.

“Alle elezioni in Calabria – ha detto – abbiamo più che doppiato la Lega. Se si sommano le liste in cui si è divisa Forza Italia in Calabria siamo oltre il 27%. Direi che FI è il partito del riscatto del Sud, ma non può essere assolutamente il partito del Sud o del Nord: siamo una importante forza politica nazionale”.

Gli azzurri, non a caso,non hanno mancato di evidenziare, come ha fatto Andrea Cangini, di aver “subito” la scelta di Lucia Borgonzoni in Emilia Romagna, praticamente imposta da Salvini nonostante lo scetticismo degli alleati. Un’imposizione che non ha prodotto gli effetti desiderati.

Ma Berlusconi si spinge anche oltre scaricando sullo stesso Salvini le responsabilità della sconfitta emiliano- romagnola: “In Emilia la violenta polarizzazione probabilmente ha scoraggiato gli elettori moderati”. E chi ha polarizzato la sfida? Il leader della Lega naturalmente, che non si è risparmiato neanche gesti eclatanti come la ormai arcinota citofonata. “Salvini ha un suo stile, che non è il mio” ha tagliato corto Berlusconi, per poi aggiungere “Durante la campagna elettorale  ho sempre sostenuto che il primo scopo delle elezioni regionali era quello di scegliere un buon governatore per la Regione e non quello di fare un sondaggio politico nazionale. Naturalmente era chiaro a tutti che una sconfitta della sinistra in Emilia-Romagna avrebbe avuto una forte valenza nazionale”.

Insomma, il messaggio a Salvini è chiaro. Basta fare tutto da solo come se gli alleati non esistessero. Messaggio arrivato anche dalle parti di Fratelli d’Italia.

Ora per il centrodestra si apre la partita delle regionali di primavera. Salvini, dopo la sconfitta in Emilia sembra deciso a riaprire il tavolo delle trattative tanto in Campania che in Puglia. La Lega per esempio vorrebbe aggiudicarsi il candidato governatore in Puglia dove però Fratelli d’Italia è decisa a puntare su Raffaele Fitto. Salvini sarebbe pronto a dare l’avvallo all’ex governatore un tempo forzista, ma si trova con la base del suo partito in Puglia fortemente contraria, visto che molti attuali dirigenti del Carroccio sono passati con lui proprio perché contrari a Fitto e alla sua presunta pretesa di dettare legge nel centrodestra. Di fatto si tratta esclusivamente di rumors, avvalorati però da alcune dichiarazioni alquanto sospette. Come quella del numero due del Carroccio Giancarlo Giorgetti che ha dichiarato: “Un rimescolamento di candidature alle regionali? Vedremo”.

Forza Italia in Puglia sembra decisa a fare asse con il partito della Meloni. Questo perché, qualora la Lega dovesse impuntarsi sul no a Fitto e pretendere l’indicazione del candidato governatore, Fratelli d’Italia potrebbe chiedere come contropartita l’indicazione del candidato in Campania, dove invece Berlusconi è deciso a puntare sull’ex governatore Stefano Caldoro nonostante la contrarietà di Mara Carfagna. 

C’è da dire tuttavia che a Salvini non conviene tirare troppo la corda, dal momento che l’insuccesso della Borgonzoni in Emilia Romagna, e suo personale, lo hanno comunque indebolito. E il centrodestra non può permettersi di perdere altre regioni. Soprattutto la Puglia, dove la vittoria sembra a portata di mano dopo che Italia Viva di Matteo Renzi e il movimento di Carlo Calenda hanno annunciato che non sosterranno Michele Emiliano.

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