Regionali Pd, polemiche nelle Marche. E a Napoli spunta De Magistris anti-De Luca

Politica

Se Atene (il centrodestra) piange, Sparta (cioè il Pd) non ride affatto. Sulla scelta dei candidati alle prossime regionali è bagarre anche nel centrosinistra e all’interno dello stesso Partito Democratico.

Lo dimostra senza ombra di equivoci un post Facebook della parlamentare e sottosegretaria dem al Ministero dello Sviluppo economico Alessia Morani dal titolo “Considerazioni domenicali sulle elezioni regionali nelle Marche”.

“Oggi ho letto sulla stampa locale – scrive Morani –  di una iniziativa di una parte del Pd che intenderebbe proporre la candidatura di Maurizio Mangialardi per la presidenza della regione Marche. Non ho assolutamente nulla da ridire sulla qualità della persona e del politico poiché Maurizio è un bravo sindaco ma si tratta di una proposta che non rientra nel percorso deciso nell’ultima direzione regionale alla presenza del vice segretario Andrea Orlando. Vorrei, perciò, richiamare all’unità e al senso di responsabilità il gruppo dirigente del mio partito.
Di fronte alla impossibilità di tenere unita la coalizione di centrosinistra proponendo la ricandidatura di Luca Ceriscioli abbiamo deciso insieme al segretario regionale Giovanni Gostoli e al segretario nazionale Nicola Zingaretti di sederci ad un tavolo di confronto con gli alleati per trovare una candidatura civica di sintesi. Questa decisione difficile, sia sul piano politico che personale (Ceriscioli è persona stimata e competente oltre che un compagno di partito di lunga data), è dovuta alla volontà e alla necessità di stare uniti per vincere una sfida elettorale che ci vede contrapposti alla peggiore destra di sempre che non si vergogna a festeggiare la marcia fascista su Roma e che propone ricette sovraniste dannose per le nostre imprese e i nostri lavoratori in un tessuto economico regionale già molto provato da questa interminabile crisi”

Poi Morani aggiunge: “Questa iniziativa, perciò, rischia di interrompere la discussione in corso con i nostri alleati e rischia di minare il percorso che può portarci a proporre una candidatura condivisa e vincente. Faccio, perciò, un appello affinché ci sia da parte di TUTTI la condivisione di questa responsabilità. Evitiamo di fare passi azzardati in un momento così difficile e delicato. E ricordiamoci sempre – conclude – che solo uniti possiamo vincere! L’Emilia Romagna dovrebbe averci, tra l’altro, insegnato qualcosa”.

Una sfida difficile quella delle Marche per il Pd, già alle prese con il nodo della Puglia (dove Italia Viva ha detto no alla ricandidatura di Emiliano che non avrà nemmeno il soccorso dei 5 Stelle) e della Campania dove sul nome del governatore uscente Vincenzo De Luca permangono forti perplessità. Nel Pd c’è infatti chi vedrebbe di buon occhio un passo indietro di De Luca per convergere sul ministro dell’Ambiente Sergio Costa proposto dal M5S e ritenuto un fedelissimo del presidente della Camera Fico.

Ma le resistenze maggiori su De Luca arriverebbero dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che con il governatore dem non ha mai avuto rapporti di buon vicinato, e dalle Sardine. Addirittura c’è chi paventa la possibilità che lo stesso De Magistris, che tutti sanno essere in ottimi rapporti con Fico, possa scendere in campo dimettendosi da sindaco e chiudendo anticipatamente il suo secondo mandato per proiettarsi verso la presidenza della Regione con l’appoggio dei 5 Stelle qualora la candidatura Costa non andasse in porto. Si sa per certo che il primo cittadino sta preparando una sua lista e che non ha finora escluso nulla. 

Insomma, tanta confusione all’ombra del Nazareno e dintorni.

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