Coronavirus, parla Meluzzi: “Ora serve solo un reset generale o l’Italia in trappola”

Interviste

“Ad oggi la Ue, e cioè le istituzioni europee e gli Stati membri, hanno mobilitato 2.770 miliardi di euro. E’ la più ampia risposta finanziaria ad una crisi europea mai data nella storia”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Per aiutare i Paesi più colpiti dal coronavirus come Spagna e Italia la Commissione europea conferma la proposta di un fondo anti-disoccupazione SURE, “che potrà mobilitare 100 miliardi di crediti, sulla base di garanzie messe a disposizione dagli Stati membri, per 25 miliardi. L’iniziativa sarà presentata all’Eurogruppo e confido che sarà adottata velocemente”, ha ribadito la presidente della Commissione europea. come riportato dall’Ansa. Ma resta ferma l’opposizione di Germania e Olanda a manovre espansive che permettano agli Stati di fare debito senza contropartite in cambio. E la Germania ieri ha invitato le banche tedesche a vendere i titoli di Stato italiani. Von Der Leyen cerca di salvare ciò che resta dell’Europa evitando che il coronavirus faccia esplodere definitivamente l’intera impalcatura? Ne abbiamo parlato con Alessandro Meluzzi, psichiatra, opinionista, ex parlamentare e scrittore a detta del quale l’Italia, senza interventi rapidi e sostanziosi rischia di sprofondare nel caos.

Il coronavirus rischia davvero di far implodere l’Europa dimostrando con i fatti che non esiste nessuna unione e che ogni Stato ragiona nell’ottica del proprio interesse?

“L’Europa è già esplosa, non serviva il coronavirus per questo. E’ evidente che ci sono interessi distinti e distanti e addirittura contrapposti. C’è l’Europa del nord bancaria, finanziaria, calvinista, finto virtuosa e priva di valori, cinica e darwiniana, ben incarnata dall’Olanda e da larga parte dell’opinione pubblica tedesca, che ormai da anni sta determinando i destini dell’Unione. Purtroppo assisteremo al processo inverso a quello raffigurato nel bellissimo quadro di Velasquez che riproduce la Resa di Breda, dove il principe di Nassau si arrende alle armate spagnole di Spinola. Stiamo invece assistendo alla resa dell’Europa socialista, catto-mediterranea e pasticciona, accusata di essere sprecona dal nord nel quale sono emigrate anche tante società italiane. C’è una contrapposizione evidente fra queste due entità europee, che non è soltanto di interessi ma anche culturale, di simboli, di valori e linguaggi. In questa dimensione l’Italia non ha nulla da guadagnare se non sarà capace di recuperare sovranità politica e monetaria”.

La Germania insiste per mettere in campo il Mes, Fondo Salva-Stati, ma quale rischio si nasconde dietro questa strategia?

“L’Italia non deve cadere nella trappola, perché il Mes è soltanto uno strumento utile per impossessarsi del patrimonio privato ed immobiliare degli italiani come avvenuto per la Grecia, e far diventare i debiti delle banche dello Stato italiano debiti dei privati”.

C’entra qualcosa il fatto che la Germania ha chiesto alle sue banche di vendere i titoli di Stato italiani?

“E’ l’ultima aggressione utile a colpirci fino in fondo, il cosiddetto colpo di grazia. La Germania vuole ridurci in mutande, questo mi pare evidente e approfitta delle nostre disgrazie per aggravare lo stato di crisi e obbligarci a sottostare ai suoi diktat. Come avvenuto alla Grecia”.

In Italia ormai da settimane si sta parlando dell’ipotesi di affidare a Mario Draghi il compito di traghettare l’Italia fuori dalla crisi, quando l’emergenza sanitaria sarà cessata. Un governo di unità nazionale guidato dall’ex presidente della Bce può essere una soluzione?

“Chi mi conosce sa che considero Draghi figlio delle stesse logiche che hanno creato questa Europa. Ciò detto bisogna in questo momento essere realisti. Se io mi trovo di fronte ad un grave processo penale dove rischio una pesante condanna, cerco di affidarmi al migliore avvocato, anche se magari non mi è simpatico, sapendo che è quello che può tirarmi fuori dai guai meglio di altri. Ora resta da capire se Draghi sarà davvero disposto fino in fondo ad andare contro quelli con cui fino a ieri decretava le strategie a livello europeo, mettendosi totalmente al servizio del suo Paese sfidando i padroni di Bruxelles”.

Anche lei teme che la crisi economica e la mancanza di soldi nelle famiglie possa provocare un crollo psicologico e anche un incremento della criminalità?

“Certo, quando la gente non ha più di che mangiare inevitabilmente si mette ad assaltare i supermercati. Al momento la cosa migliore da fare sarebbe quella di azzerare tutti i debiti di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate con un grande condono fiscale ed edilizio, indipendentemente da quello che pensano o vogliono i 5 Stelle. Dopo tutte le guerre, e questa è una guerra a tutti gli effetti, dopo tutte le grandi catastrofi, c’è sempre un azzeramento ed una ripartenza. Basti pensare che chi entrò nella seconda guerra mondiale avendo i soldi da parte, a guerra finita si ritrovò senza una lira in tasca. Credo che occorra un reset generale”.

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