Mes, chi ha vinto e chi ha perso. M5S sul piede di guerra contro Conte

Politica

Alla fine l’accordo nell’Eurogruppo sulle misure da adottare per fronteggiare l’emergenza coronavirus è stato raggiunto ed è andata come si pensava: è stato messo in campo un Mes “mitigato” come volevano Germania, Olanda e Paesi del Nord, mentre sembrano restare al palo gli eurobond chiesti dall’Italia e dai Paesi del Sud. 

In pratica è stato attivato il Meccanismo europeo di Stabilità, il famigerato Fondo Salva-Stati, cui si potrà accedere senza condizionalità soltanto per le spese sanitarie, ma non per altre forme di sostegno economico. E’ passata anche la linea della Francia, sostenuta pure dall’Italia, per l’attivazione del  Recovery Fund, un fondo temporaneo che consenta di spalmare nel tempo i costi straordinari della crisi attraverso un finanziamento adeguato.

I Paesi in difficoltà potranno accedere agli aiuti del Mes senza sottostare a condizioni per le spese di carattere sanitario, mentre dovranno essere rispettati dei vincoli per altre forme di sostegno. Una clausola questa indispensabile per poter ottenere il semaforo verde dell’Olanda.

Nel documento finale, come detto, è compreso però anche il Recovery Fund, fondo di solidarietà da 500 miliardi finanziabile con debito comune europeo: “L’Eurogruppo è d’accordo a lavorare ad un Recovery Fund per sostenere la ripresa – si legge – Il fondo sarà temporaneo e commisurato ai costi straordinari della crisi e aiuterà a spalmarli nel tempo attraverso un finanziamento adeguato”. Peccato che le modalità di finanziamento siano tutte da stabilire. Germania e Olanda non sembrano affatto disponibili a seguire la strada degli eurobond che l’Italia, in questo aiutata dalla Francia, considera invece indispensabile. 

Resta comunque la partita del Mes e il fatto che gli aiuti extra sanitari, dovranno rispettare dei paletti. Dal Ministero dell’Economia fanno però sapere che non ci si dovranno attendere all’orizzonte manovre lacrime e sangue. “Con condizionalità light – spiegano – si intende che non ci sono richieste di austerità o aggiustamento del deficit, ma si chiede solo che i fondi e le risorse che arrivano dal Mes vengano utilizzati per affrontare le spese sanitarie, dirette e indirette, legate alla crisi. Si tratta di un radicale cambiamento della normale operatività del Mes”.

Infine nel pacchetto sono compresi i 200 miliardi di euro mobilitati dalla Bei per le imprese e 100 miliardi che attraverso il nuovo programma SURE contribuiranno a finanziare la cassa integrazione..

Ora la partita passa nelle mani del Consiglio europeo, ovvero l’assemblea dei capi di Stato e di governo che dovranno decidere se attuare l’accordo sottoscritto dai ministri delle Finanze. E c’è da star certi che sugli eurobond lo scontro fra Paesi del Sud da una parte, Germania, Olanda e Nord dall’altra, tornerà al punto di partenza.

Intanto in Italia l’accordo raggiunto all’Eurogruppo non è stato accolto con troppo entusiasmo in casa 5 Stelle. Non piace soprattutto ai pentastellati che il governo abbia dato via libera al Mes senza avere in cambio la sicurezza degli eurobond.

Michele Giarrusso avverte: “Lo dico a chiare lettere: se il governo ha detto sì al Mes, questa maggioranza non avrà più il mio voto”. E fa sapere di non essere affatto il solo fra i gruppi parlamentari a pensarla così. “La proposta di accordo che è stata negoziata all’Eurogruppo dal ministro Gualtieri – gli fa eco il deputato Pino Cabras – è palesemente da rigettare”.

Il reggente Vito Crimi prova a gettare acqua sul fuoco difendendo il premier Conte e ribadendo che la linea del governo nel Consiglio europeo rimarrà quella degli eurobond e del No al Mes. Una rassicurazione che però non sembra affatto destinata a placare gli animi dentro il Movimento, sempre più critico con la linea di un Presidente del Consiglio che in casa grillina si percepisce ogni giorno di più come un “corpo estraneo”.

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