Consiglio europeo, cosa hanno deciso i leader. Si rischia un “Mes mascherato”

Politica

A sentire le dichiarazioni ufficiali, ieri al Consiglio europeo avrebbero vinto praticamente tutti. L’Italia che adesso si aggrappa al Recovery Fund proposto dalla Francia, e la Germania, l’Olanda e i Paesi del nord che sono riusciti a stoppare gli eurobond e a mettere in campo il Fondo Salva-Stati (o Mes che dir si voglia).

In pratica i Capi di Stato e di governo si sono detti d’accordo nel creare un fondo di solidarietà per la ripresa, ma ciò che resta da stabilire è come poi i fondi raccolti verranno effettivamente redistribuiti: sotto forma di prestiti o sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto? Probabilmente si tenterà un mix, ovvero una certa quota in prestito, altra in sovvenzione. Tutto sta nel decidere l’ammontare delle rispettive quote.

Questo è bastato al premier Giuseppe Conte per cantare vittoria: “E’ passato il principio che il ‘recovery fund’ è uno strumento urgente e assolutamente necessario. C’era l’Italia in prima fila a chiederlo”. Peccato che non vi sia accordo sulla cosa più importante, appunto la distribuzione dei fondi, argomento che tornerà in discussione nelle prossime settimane e su cui l’intesa è ancora lontano. Italia, Francia, Spagna, Portogallo chiedono che venga ampliata al massimo la quota delle sovvenzioni a fondo perduto, mentre l’Olanda e i Paesi del Nord vogliono che i soldi dati in prestito siano poi restituiti. In mezzo c’è la Germania che con Angela Merkel tenta la faticosa mediazione. 

C’è poi il fattore tempo che è giudicato decisivo. Conte ha chiesto che i soldi arrivino prima dell’estate, ma se le trattative come si teme si prolungheranno, tutto potrebbe slittare. 

In pratica ciò che è stato deciso ieri può essere riassunto così: I 27 leader Ue hanno approvato il pacchetto di aiuti da 540 miliardi di euro attraverso il circuito Bei (Banca europea degli Investimenti) -Sure (una sorta di cassa integrazione europea per preservare i posti di lavoro durante la crisi) -Mes (Fondo Salva-Stati) che saranno operativi dal 1 giugno e hanno incaricato la Commissione europea di lavorare nel dettaglio alla creazione di un recovery fund che abbia come garanzia il bilancio pluriennale. Ora quindi spetta all’organismo presieduto da Ursula Von Der Leyen elaborare una proposta da inviare al Consiglio europeo suggerendo come collegare i recovery bond con il bilancio pluriennale europeo e che tipo di obbligazioni europee emettere. Se ne dovrebbe riparlare alla prossima riunione del Consiglio europeo prevista per il 6 maggio.

Come detto il premier Conte è soddisfatto e parla di grandi progressi “impensabili fino a qualche settimana fa”. E naturalmente evidenzia come l’Italia abbia giocato un ruolo chiave nel far emergere una posizione solidale e condivisa.

Non la pensa così il leader della Lega Matteo Salvini che parla di completo fallimento del governo italiano e denuncia come nel pacchetto sia compreso anche il Mes. Per Salvini “l’approvazione del Meccanismo europeo di stabilità  è una drammatica ipoteca sul futuro dell’Italia e dei nostri figli. Di tutto il resto, come del Recovery fund, si parlerà solo più avanti, ma già si delinea una dipendenza perenne da Berlino e Bruxelles”.

Una cosa è certa, i tanto invocati Coronabond chiesti a gran voce da Conte come condizione imprescindibile, sono finiti definitivamente in soffitta e adesso non resta che sperare che con il Recovery Fund non venga rifilata una sonora fregatura all’Italia e agli altri Paesi in difficoltà. Che insomma non ci si trovi imprigionati dentro un Mes “sotto mentite spoglie”. 

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