Berlusconi ci riprova e cambia squadra: 14 in campo per rilanciare Forza Italia

Politica

Silvio Berlusconi ha dato il via alla “fase rilancio” di Forza Italia. Dopo gli scossoni dei mesi precedenti, provocati in special modo dall’uscita di Giovanni Toti e dalle alzate di testa di Mara Carfagna, sempre più in rotta di collisione con il partito al punto da aver dato vita ad una propria associazione, adesso il leader ha deciso di costituire un direttorio composto da quattordici membri espressione delle diverse anime.

Rottamato il precedente quadrumvirato la nuova squadra è composta da: Antonio Tajani, Maria Stella Gelmini, Anna Maria Bernini, Sestino Giacomoni, Jole Santelli, Marco Bestetti, Enrico Pianetta, Catia Polidori, Michaela Biancofiore, Renato Brunetta, Giorgio Mulè, Andrea Mandelli, Alessandro Cattaneo e Maurizio Gasparri.

Con questa operazione Berlusconi ha così recuperato Michaela Biancofiore che era in fase di uscita da Forza Italia dopo essersi “autosospesa” in polemica con le scelte effettuate dal partito nazionale nella sua regione, il Trentino Alto Adige. “Pongo fine alla mia autosospensione da Forza Italia – ha scritto in una nota la stessa Biancofiore – avvenuta a seguito del blitz natalizio, senza alcun avvertimento, posto in essere da alcuni dirigenti che hanno proceduto alla mia sostituzione come coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige. La mia nomina odierna nel coordinamento di presidenza – dichiara – non è frutto di alcuna rincorsa a poltrone o al più classico cliché del ‘do ut des’, ma semplicemente alla fiducia e al profondo affetto reciproco col presidente che in tutti questi mesi di distanza dal movimento non è mai venuto meno”.

Appare evidente il tentativo di Berlusconi di garantire una gestione unitaria del partito, nonostante le divergenze di vedute presenti in casa azzurra su come stare nel centrodestra. C’è chi, come Mulé, la Ronzulli e Gasparri puntano per esempio su un rapporto sempre più solido con Lega e Fratelli d’Italia, e chi invece come Tajani, Cattaneo, Brunetta rimarcano la connotazione liberale degli azzurri e vogliono una distanza più netta rispetto alle posizioni sovraniste di Salvini.

Spicca senza dubbio l’assenza della Carfagna che, pur non essendo uscita ufficialmente dal partito come ha fatto Giovanni Toti, è considerata sempre di più un “corpo estraneo” in virtù della sua vicinanza a Italia Viva di Matteo Renzi e alle posizioni assunte in Campania contro la candidatura a governatore di Stefano Caldoro.

Intanto da registrare ieri sera il sondaggio reso noto da Carta Bianca, il programma di Bianca Berlinguer e realizzato da Ixè che registrerebbe un vistoso calo tanto della Lega, attestata intorno al 24,6%, che del Pd dato al 22%. Registrerebbero una lieve ripresa il Movimento 5 Stelle che sale al 16,9%  e Fratelli d’Italia che si trova al 14, 2%. Anche Forza Italia sembrerebbe guadagnare qualche punto percentuale in più, salendo al 7%. Italia Viva di Renzi resta invece al di sotto del 3%.

 

 

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