Venezuela-gate. Grillini, Lega, Bonino, Dem: meglio riconoscere gli sponsor internazionali

Politica

La storia dei fondi occulti, veri, falsi, verosimili ai partiti italiani, puzza d’antico. E’ una vecchia solfa. I soldi provenienti non solo da imprenditori, dalle istituzioni, dai cittadini, ma soprattutto da fonti estere, sono stati una costante della Repubblica.

Già al tempo della guerra fredda, la Dc godeva degli aiuti americani (non stiamo propriamente parlando del piano Marshall), e il Pci beneficiava degli aiuti russi. Un tacito interscambio finanziario, giustificato dai costi esorbitanti della politica, dalle esigenze fisiche della democrazia, dalla sopravvivenza del ceto politico, dalle strategie internazionali del dopo Yalta etc. Questione che raggiunse il suo culmine con Tangentopoli che portò all’abrogazione del finanziamento pubblico, sopravvissuto, va detto, in altre forme (i rimborsi, la stampa di partito).
E attualmente, il finanziamento privato non sfugge a opacità e ambiguità a 360 gradi.

Ogni tanto le notizie circa finanziamenti proibiti risollevano la nostra grigia e tetra cronaca politica. Ieri un nuovo scoop ha “stordito” i 5Stelle: Maduro per conto di Chavez, sembra abbia inviato a suo tempo 3.5milioni di dollari ai grillini. A chi? Esattamente al guru visionario, cofondatore insieme a Grillo, del Movimento: Gianroberto Casaleggio.
Abc, quotidiano conservatore spagnolo, ha lanciato urbi et orbi l’indiscrezione, ormai diventata patrimonio mondiale.

Ma facciamoci due domande: è una bufala, a cosa e a chi serve? L’ambasciata venezuelana ha detto che è un’operazione della destra occidentale che vuole screditare il regime di Caracas, già da anni nell’occhio del ciclone perché rappresenta un modello politico ed economico opposto agli Usa (l’avversità riguarda, in realtà, il petrolio venezuelano, la sua proprietà, la sua gestione e distribuzione). I grillini ovviamente sostengono che si tratti di un falso, di una fake news, di una pugnalata per indebolire il governo Conte. Non è un caso che il dem Delrio abbia stemperato i toni: “Ogni partito ha le sue relazioni”.

Poi, l’evocazione esotica, terzomondista, richiama direttamente l’immagine movimentista e romantica di Di Battista (ex cooperatore in Sud America), che sta tornando in auge, avendo chiesto, qualche giorno fa, a gran voce il congresso e il ritorno pentastellato alle ragioni iniziali che hanno decretato il loro successo. Ragioni tradite dal recente corso governista, oscillante tra Lega e Pd, a guida Di Maio.

Queste relazioni pericolose, terzomondiste, con Venezuela, Cina (la via della seta) e Cuba, confermate pure durante l’emergenza sanitaria, con l’arrivo di medici, infermieri esperti per portare solidarietà agli italiani, sarebbero l’ulteriore prova di un legame stabile, ideologico “anti-occidentale”. E spiegherebbero il senso di certe posizioni poco ortodosse da parte dei grillini, in politica internazionale.

Ma andiamoci piano. Tutti ricordano la vicinanza giudicata sospetta con l’America esattamente agli albori dell’epopea grillina. I neo-eletti alla Camera e al Senato, prima di essere accolti in Parlamento, furono ricevuti in pompa magna dall’ambasciatore Usa Volpe. La scelta allora fu presa come un grave affronto, come una pericolosa interferenza, una minaccia alla nostra sovranità costituzionale.
Quindi, siamo in presenza di un soggetto che in modo liquido, tanto per non smentirsi, passa ciclicamente di palla in frasca? Dal partito americano a quello cinese, e ora venezuelano, senza limiti e remore di sorta?
Anziché addentrarci in stucchevoli dietrologie, a questo punto, meglio liberalizzare sul serio, fondi e aiuti.

La Lega prende soldi da Putin, i radicali di Più Europa da Soros, i pentastellati da Maduro, il Pd dalle Fondazioni, e via dicendo? E chissene frega. Tanto comunque, saranno giudicati dal voto popolare. Per le scelte fatte e per come hanno governato. Non per i dollari o rubli incassati.
Anziché nascondersi dietro un dito, violare le leggi, giustificarsi, negare, appellarsi al tradimento della indipendenza nazionale, perché i diretti interessati non dicono l’unica cosa vera da dire e cioè, che i soldi arrivano per sintonia e convergenza politica?
Sarebbe più onesto e sarebbe più apprezzato.

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