Autunno Caldo. Conte si blinderà, non per il virus, ma per Draghi

Politica

Fino ad ora abbiamo parlato del prossimo Autunno Caldo come di un preoccupante conto alla rovescia economico e politico. Innanzitutto, ricordiamo i temi: si saprà la verità sul prolungamento della cassa integrazione, pena rivolte sociali; si conoscerà la verità sui prestiti-Ue, pena una più grave crisi economica e una crescita degli umori anti-Ue. Infine, ci saranno le scadenze fiscali. Peggiorerà il Pil e aumenteranno disoccupazione e povertà.

Poi, passiamo ai nomi, ai protagonisti della scena: Conte dovrà ricorrere a tutte le sue qualità di equilibrista per continuare a governare. La sua maggioranza è alla frutta. Grillini e dem sono in quotidiana rotta di collisione. Il Pd rischia di indebolirsi, costretto a fare suo malgrado da pompiere rispetto alle fibrillazioni e ambiguità dei pentastellati, in perenne bilico tra la nuova identità di partito riformista, dentro una grande area di centro-sinistra, come vorrebbero Grillo, Zingaretti e lo stesso premier; o la vecchia identità, recuperando le battaglie identitarie al momento tradite (No-Vax, No-Tav, No-euro, l’icona-giustizia, si pensi al caso Di Matteo).

E a settembre, inoltre, ci saranno le elezioni. Sarà un terribile banco di prova per i partiti, nessuno escluso. Conte che farà? Il Conte 3, guiderà un suo partito centrista, si presenterà candidato sindaco a Roma o, più probabilmente, farà il traghettatore dei grillini verso il Pd?
Salvini, ovviamente, punta la sua ripresa sulle amministrative. Deve riprendere fiato, viste le difficoltà della sua comunicazione durante il contagio, e visti i sondaggi che premiano ancora Palazzo Chigi.
La Meloni è in crescita, ma il suo consenso è a danno della Lega, non va oltre. E, naturalmente, pure lei aspetta le regionali. Berlusconi è l’ago della bilancia tra destra e sinistra e sta risalendo la china.
Da una parte Silvio, alza il tiro con Salvini, per ricostruire un centro-destra a trazione moderata e non unicamente sovranista, dall’altra guarda al nuovo centro, in compagnia di Renzi e Calenda, dall’altra ancora, accetta (le sue smentite sono pallide) gli abbracci di Prodi per un fronte costituzionale di emergenza, un governo di unità nazionale, alias patto del Nazareno3.0. Vedremo cosa accadrà.

Ma c’è un grande ma. Il prossimo autunno sarà caldo, in primis per la gestione del sicuro “grande ritorno del Corona virus”. Diventato ormai un comodo e prezioso alibi per facilitare ogni gioco studiato a tavolino.
Vogliamo scommettere che, per incanto, risaliranno i contagi, il virus riprenderà vigore e le trombe del terrorismo sanitario saranno di nuovo in campo? E non solo per il vaccino? Già molti, troppi, esperti, medici, epidemiologi, virologi, sono convinti di questo. E lo stanno dichiarando ossessivamente.
La parola d’ordine dopo le vacanze sarà “distanziamento2.0”?

La sensazione è che gli esperti in camice bianco e i politici stiano giocando la medesima partita. Conte, guarda caso, dopo l’incontro di Di Maio con Draghi, è andato su tutte le furie. Sa perfettamente che c’è un sommovimento politico, economico e istituzionale, mirato a sostituirlo. Il premier, come noto, non ha digerito le idee dell’ex governatore della Bce, sul rilancio dell’Italia, propositi che hanno saltato, ignorato, i programmi dell’esecutivo. E per vendetta, Conte non lo ha invitato agli Stati generali dell’economia, passerella mediatico-propagandistica che ha gestito a piacimento.

Perché Di Maio ha incontrato Draghi? Si è stancato di Conte? Non si fida più dei dem? Saranno i fatti a rispondere. Può essere anche una strategia dell’ex capo politico del Movimento per non restare fuori dal “partito americano”, contrapposto al “partito cinese” che lui rappresenta insieme a Casaleggio e affini.
Sta di fatto che il premier ha immediatamente chiesto di prolungare i suoi poteri straordinari fino a dicembre. Tanto per blindarsi. E blindare la bandiera giallorossa. Un ennesimo blitz contro la democrazia parlamentare?

Vedremo ancora tanti Dpdc senza opposizione, senza dibattito in Aula? Di nuovo tutti a casa? Ma per far questo, naturalmente, c’è bisogno di un mega-deterrente: il virus a cui occorre dare una nuova spinta.
Speriamo che sia fantapolitica. Ma come spieghiamo le frasi preoccupate del ministro degli Interni Lamorgese, la quale è certa che a settembre ci saranno pericolose tensioni sociali (naturalmente strumentalizzate dall’estrema destra e dall’estrema sinistra)? Come fa a saperlo? Oppure è il solito storico messaggio in codice del potere: lo Stato si prepara alla repressione, che scatterà come un orologio, quando il Palazzo si blinderà e blinderà gli italiani.

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