Il M5S chiude le porte al Pd in Puglia: Emiliano tenta la carta del voto disgiunto

Politica

Il pressing del Partito democratico sul Movimento 5 Stelle per un’alleanza in Puglia e nelle Marche, dove il centrodestra è dato vincente, non sta producendo gli effetti sperati.

Da parte dello stato maggiore pentastellato nel weekend sembrava partita un’opera di convincimento sui grillini locali per favorire una convergenza in Puglia sul nome del governatore uscente Michele Emiliano. Sarebbe intervenuto in prima persona il reggente Vito Crimi, ma pare che anche Beppe Grillo starebbe facendo la sua parte. L’ex comico, come del resto il premier Giuseppe Conte, teme che una sconfitta alle regionali possa inasprire le tensioni in atto nel governo fra Pd e 5S e quindi rendere complicato il cammino di Conte che deve già fare i salti mortali per non soccombere a Italia Viva, che nelle ultime ore per esempio è tornata a far valere il suo peso determinante al Senato nel chiedere un accoglimento della proroga delle scadenze fiscali al 30 settembre.

Il problema è che i grillini pugliesi con Emiliano non vogliono avere nulla a che fare e avrebbero fatto capire a chiare lettere ai dirigenti nazionali l’impossibilità di ritirare la candidatura di Antonella Laricchia. A guidare il fronte del No ad Emiliano sarebbe soprattutto l’ex ministra Barbara Lezzi, come riportano fonti dell’Adnkronos, ma anche il parlamentare Giuseppe Brescia, molto vicino al presidente della Camera Roberto Fico considerato “una colomba”. Di fronte al no secco dei parlamentari pugliesi, Crimi ha dovuto arrendersi e confermare la corsa solitaria del Movimento.

In un post su Facebook il reggente scrive: “La Puglia ha bisogno di un cambiamento vero. Non il solito valzer fra partiti di destra e sinistra che si scambiano poltrone senza cambiare nulla, ma una reale inversione di rotta, che consenta a questa meravigliosa regione di valorizzare appieno le sue bellezze naturali e le sue risorse, e di liberare le sue immense potenzialità per venire finalmente incontro alle esigenze dei cittadini. Antonella Laricchia è la candidata presidente del Movimento 5 Stelle Puglia alle prossime elezioni regionali. Ed è la giusta, consapevole e preparata guida che serve ora alla comunità pugliese per uscire dal buio in cui anni di malagestione e di amministratori incapaci l’hanno confinata. Dopo 5 anni di battaglie in consiglio regionale, condotte sempre in difesa dei diritti della sua terra e dei suoi cittadini, Antonella ha maturato un’esperienza profonda e ricchissima. Un’esperienza fatta di ascolto e di elaborazione di proposte concrete, che sommata alla grande forza d’animo che da sempre l’accompagna può portare ad importanti risultati per la Puglia. A partire da quella sanità pubblica logorata dalle inefficienze, che è nostro dovere ricostruire attraverso una gestione che sia davvero pubblica, trasparente, partecipata, e che sappia investire risorse e competenze nei territori e nella dimensione locale. Il contatto diretto con i cittadini e con le difficoltà che vivono ogni giorno non è mai mancato, e diventerà un valore aggiunto ancor più determinante nella risoluzione delle carenze e dei problemi. Forza Antonella, insieme possiamo riuscirci. Possiamo portare un aiuto concreto e ridare dignità a tutti i pugliesi, che da troppo tempo sono lasciati soli a fare i conti con un futuro che non c’è. Quel futuro può costruirlo solo il MoVimento 5 Stelle, insieme a tutti i cittadini. Ci impegneremo al massimo per dare finalmente a questa terra la forza per rialzarsi in piedi e ricominciare a correre”. Insomma una bocciatura di Emiliano a 360 gradi e senza appello, forse dettata dall’esigenza di Crimi di non aprire nuovi fronti di polemica interni. 

Il post di Crimi però avrebbe fatto andare su tutte le furie Beppe Grillo che nel fine settimana appena concluso è dovuto intervenire anche per ricucire lo strappo in Liguria seguito all’ufficializzazione della candidatura di Ferruccio Sansa, non gradita a Luigi Di Maio. Qui la polemica è stata chiusa con successo, nel senso che il Movimento si è ricompattato intorno all’ex giornalista de Il Fatto Quotidiano, appoggiato anche da Pd e da Leu, e con Italia Viva che invece correrà da sola.

Grillo come detto teme ripercussioni in autunno sul governo e ritiene che la sopravvivenza dell’esecutivo Conte debba valere anche il sacrificio di un’alleanza con i dem in Puglia e nelle Marche. Ma per quanto riguarda la Puglia i margini per un ripensamento appaiono ormai sempre più stretti.

Ora Emiliano e il Pd tentano di giocare anche la carta dell’accordo post voto, con lo scopo di puntare sul voto disgiunto. Non a caso tanto il governatore uscente che il ministro Boccia sono tornati a ribadire la loro volontà di trovare un accordo con i 5 Stelle fino alla fine, anche dopo il voto se necessario. Il messaggio è chiaro ed è rivolto agli elettori grillini, affinché siano liberi di votare i candidati del Movimento nella quota proporzionale, ma a dare poi sostegno ad Emiliano nella corsa alla presidenza per battere il centrodestra ed entrare poi successivamente in maggioranza.  Il sistema elettorale prevede infatti la possibilità di votare anche liste non collegate al candidato presidente che si è scelto, come avvenuto già in altre regioni dove i voti ai governatori sono risultati spesso di gran lunga superiori ai consensi delle liste d’appoggio (vedi Bonaccini in Emilia Romagna). Ma per il momento le speranze sembrano ridotte al lumicino.

 

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