Covid. La situazione ad oggi: i dati letti diversamente

Politica

Diciamo qualcosa di INCONTESTABILE COME DATI E SITUAZIONE SANITARIA ATTUALE, altrimenti entriamo tutti in confusione. Ripartiamo, questa mattina, dalla certezze.

E da una considerazione: esiste la sanità e la malattia poi esistono le politiche sanitarie: si possono contestare le seconde, quantomeno una strana gestione delle stesse.

Bisogna evitare di tacciare chi critica gli approcci governativi e delle istituzioni sanitarie mondiali rispetto a un problema grave e complesso come questo come negazionista. E’ un’accusa che non regge nè rende onore a chi la fa.

Perchè non é questo il punto ed è in malafede chi  la pensa così: non regge il dibattito sui dati e sulla scienza. E comunque sono le stesse istituzioni che da gennaio e forse prima erano a conoscenza del dramma e l’hanno coperto. Voi vi fidate?

Ma andiamo per punti. Ad oggi qual è la situazione? 

1. Nessuno puó parlare di seconda ondata. Non c’è infatti in questo momento, nessuno la certifica neanche i Burioni del caso. Per ora non esiste. Possono parlare solo di pericolo eventuale.

2. I dati italiani non tanto dei ricoveri ma neanche dei contagi sono alti rispetto ad altri Paesi europei. Anzi siamo tra i Paesi a piú bassa percentuale di contagi.

3. Gli stesso medici nelle interviste ammettono che ci saranno “pazienti meno gravi”. Non solo c’è uno studio scientifico di altissimo livello che parla di una mutazione, neanche se ne é parlato, Dopo Briatore e Berlusconi dovrebbe essere chiaro che ora coinvolge pochissime persone con patologie pesanti. Tuttavia la situazione può peggiorare, ad oggi questa è la condizione in cui versa il nostro Paese.

4. Tarro così ci disse: “Avendo avuto in questi mesi in Italia un numero molto alto di contagiati, abbiamo maturato fra la popolazione molti anticorpi che renderanno più difficile la sua diffusione. Più anticorpi ci sono in circolazione e meno probabile diventa la capacità di espansione del virus. Quindi escluderei un ritorno dell’epidemia”.

Speriamo tutti che il ritorno sia diverso.

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