L’effetto proteste: come cambiano le opinioni a volte…

Politica

Benvenuti nella prima giravolta mediatica post proteste. Torna, a grande razionalità, l’IMMUNITA’ DI GREGGE. Ma Boris Johnson e gli altri non erano degli imbecilli quando lo dicevano?

Lasciare che i giovani e le persone sane sviluppino l’immunità di gregge, isolando solo i soggetti più deboli era la proposta contenuta nella “Great Barrington Declaration”ed è la politica di Trump da mesi.

No al lockdown, sì alla diffusione del coronavirus proteggendo al contempo gli anziani e le persone più vulnerabili non era poi un’idea così assurda. Per fortuna, noi de Lo Speciale non abbiamo mai contratto la mentalità di gregge, una malattia ben più pericolosa del Covid.

Finalmente anche la virologa italiana Ilaria Capua che lavora in Florida lo ammette: «Ci vorrà tempo per avere dosi di vaccino per tutti». Quando i vaccini saranno pronti e autorizzati, e si conosceranno le caratteristiche di efficacia e di sicurezza, dovranno essere somministrati in maniera organizzata e questo richiede tempo.

La Capua allora pensa ad una soluzione in tre mosse: “Tre cose: in primo luogo, arrivare all’immunità di gregge facendo girare il virus lentamente, perché, se gira troppo velocemente , invece dell’immunità di gregge avremo le pecore morte. Bisogna stare lontani e distanziarsi in modo che l’indice di contagio sia basso, mantenere sotto soglia la circolazione virale ed immunizzarsi piano piano. Poi il vaccino darà il suo contributo. Queste convergenze fanno si che si arriverà a un punto in cui l’infezione si sarà endemizzata. Nel momento in cui si crea questo equilibro tra virus circolante e anticorpi, il Covid appena entra in contatto con una persona viene bloccato. Fra qualche anno, diventerà — io mi auguro — il nuovo virus del raffreddore”.

Tuttavia c’è chi con un farmaco super potente ha superato il Covid e un eventuale ricontagio. Lo hanno dato a Trump e la professoressa spiega di cosa si tratta: “Gli hanno fatto una cura potentissima, con i monoclonali, in più l’antivirale, il cortisone, e una terapia di sostegno. Quell’anticorpo monoclonale, il Regeneron, è come un guanto da baseball o come un missile terra aria, gliene hanno fatti 8 grammi, una grossa dose. Si tratta di una molecola che non si riproduce nell’organismo, che dopo un paio di mesi si degrada, però lui secondo me è protetto da qua a gennaio”.

Dunque, per tutti gli altri esseri umani aspettare un vaccino poco costoso e forse neanche risolutivo?!

 

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Marta Moriconi
La velocità e la capacità di individuare subito la notizia sono le mie qualità. Sono laureata in Giurisprudenza con il massimo di voti ma lascio la pratica forense e i Tribunali ben presto per gettarmi nella mia passione. Inizio la carriera nel monitoraggio radiotelevisivo, passo per gli uffici stampa, arrivo ai giornali online