Usa. Recupero-Trump. Flop della narrazione liberal. Ecco perché

Politica

Frasi emblematiche dopo una notte (italiana) convulsa. Concetti che prefigurano cosa ci aspetta. “Ci vuole pazienza, ma vinceremo”, parola di Biden. “Abbiamo vinto, ma stanno tentando di rubarci la vittoria”, parola di Trump.

Tradotto: il candidato democratico alla presidenza Usa è convinto di prevalere grazie al voto postale. Quindi, ha invitato i suoi elettori e fan a non lasciarsi andare allo scoramento (pensava di trionfare a mani basse). Il presidente uscente, invece, teme che il voto postale possa scippargli il sensazionale recupero che, in barba alle previsioni, ha miracolosamente compiuto. E come da lui già annunciato, pensa ad una strategia giudiziaria. Adesso si comprende la fretta con cui ha nominato il giudice costituzionale cattolico Amy Barret.

Quello che è certo è che gli Usa si avviano a trascorrere parecchie ore o forse giorni nella più completa incertezza costituzionale, in un pericoloso vuoto politico, senza precedenti, dove può infilarsi e accadere di tutto: non sono esclusi scontri tra le opposte fazioni. Mai come ora, la democrazia americana è in bilico, divisa, lacerata.

Ma almeno dal testa a testa si può improvvisare una prima riflessione. I sondaggisti, ancora una volta, hanno sbagliato e di brutto. E’ dai tempi della Brexit e della stessa elezione a suo tempo di Trump, che sbagliano (più che studiosi seri confermano la sensazione che siano solo organici al potere). Sono mesi, infatti, che strombazzavano, esaltavano, evidenziavano, una differenza di 10 punti tra i due, che in realtà non c’è mai stata.

Se c’è un vero sconfitto che resterà agli annali, è però, il mainstream liberal, internazionale e nazionale, che ha scientificamente intessuto una narrazione livorosa, ideologica e pregiudiziale, demonizzando il mostro Trump, il fascista-razzista Trump, lo stupratore-sessista Trump, il negazionista Trump, lo psicopatico Trump, ossia il male assoluto; una multinazionale mediatica, culturale e politica, che ha dimostrato ancora una volta di essere fuori dalla storia e di continuare ossessivamente a interpretare una società che non capisce più, e con schemi superati.

E’ possibile che il tema sia sempre la sinistra che perde, che non si capacita di veder sfuggire il consenso tra operai, lavoratori, minoranze etniche, donne, giovani? Che il popolo-bue preferisce le sirene populiste, le ricette elementari, i leader bugiardi? Come mai i professionisti dell’umanità, del bene, della morale, dell’etica, della democrazia, perdono?
A nessuno viene in mente che la sinistra a 360 gradi ormai è il “partito dei primi” (e non degli ultimi), dei garantiti, delle banche, delle lobby, del capitalismo finanziario, delle élites? Negli Usa come in Europa, e come in Italia.

Da noi Trump ha subìto lo stesso trattamento che giornalisti, politici e intellettuali liberal hanno riservato in passato a Berlusconi, e oggi riservano a Salvini. Stessa demonizzazione, stessa macchiettizzazione.
La Rai in prevalenza ha disinformato: servizi, inchieste, interviste, tutte omaggiando la liberazione, “il ritorno alla democrazia dopo la parentesi anarchica”, l’incidente di percorso, il sonno della ragione che ha fatto vincere Trump quattro anni fa. Su tutti ricordiamo solo a titolo esemplificativo, il collega Di Bella: un campione di faziosità, 10 reportage su 10 contro Trump. Grande professionista, ma vergognosamente schierato.

Ed è stato bellissimo vedere le facce dei giornalisti e osservatori, fan di Biden, questa notte nei vari salotti tv (da Rai3 a La7), cambiare espressione, oscillare tra rabbia, delusione, amarezza. Scannarsi tra loro.

La verità è che comunque vada, c’è un’altra America che non viene raccontata dal pensiero unico. C’è un abisso ovunque, tra realtà e rappresentazione mediatica, in mano a una casta ideologica a senso unico. Meno male che siamo ancora in democrazia. La stessa casta è quella che di fronte al Coronavirus, auspica lo Stato etico sanitario, il distanziamento, il coprifuoco, il confinamento, alla faccia della loro supposta formazione liberale che usano solo contro il “fascismo giornalistico” inventato per contrastare i tanti Trump che si affacciano nel mondo (medesima sorte riservata a Johnson, Orban, Bolsonaro etc).
Sì perché, oltre alla sorpresa-Trump (il che significa che l’America profonda è con lui, e che la categoria “alto-basso”, popoli contro caste, identità contro globalizzazione, sovranità contro economia finanziaria, è tuttora valida e attuale), sono stati smentiti altri due dogmi del “Regime-Covid” mondiale: il primato della salute sulla libertà e il primato della salute sull’economia.

La forte affermazione di Trump, ha rovesciato il tavolo: la gente, oltre al vaccino, preferisce la libertà e l’economia.
Meglio morire di Covid che di fame o in dittatura: è il messaggio degli elettori repubblicani.

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