Dpcm. Governo in fumo. Un Natale senza cenoni, ma con la cannabis light

Politica

Nel governo c’è il caos. Conte è in pieno stato confusionale. Ieri addirittura, non sapendo più che pesci prendere, ha cercato un aiutino telefonando alla Merkel e a Macron, per ottenere un protocollo europeo, finalizzato a una regolamentazione generale delle persone, durante le feste natalizie.

In questo modo il premier, da “avvocato del popolo”, sta diventando sempre più, “re-Tentenna”. Nei precedenti Dpcm, con divieti ambigui, a interpretazione libera, era riuscito a dare le colpe alle Regioni. Non contento di questo scaricabarile istituzionale, adesso se le cose andranno male in Italia, la responsabilità sarà di Bruxelles. E lui ne esce sempre pulito, in grado di fare le sue esternazioni napoleoniche via etere, con la regia di Rocco Casalino.
Il lupo, infatti, perde il pelo ma non il vizio. La storia del Dpcm di Natale in cantiere, sembra un’autentica fiction. Prima, ha ipotizzato una sorta “di tana libera tutti”, a partire dal 3 dicembre, per poi far tornare tutti a casa, felici e contenti. La ragione di questo elastico? I consumi, come se il Santo Natale possa essere esclusivamente un’occasione da shopping e basta e non la principale festa della cristianità.

Poi, addirittura si è cimentato nel mestiere di santone, dispensando consigli spirituali, redigendo un breviario intimo per famiglie, già alle prese con la crisi e la disperazione. “Niente baci, abbracci o mega-feste”. Ci manca solo il codice per fare sesso giusto e siamo apposto.
Adesso, come detto, chiede l’aiutino europeo.
La verità è che la guerra interna alla maggioranza tra rigoristi e blandi, Palazzo Chigi e i governatori, grillini e dem, non finirà mai. E ormai la sensazione che si ha è quella di un governo alla frutta. Per non parlare dell’opposizione, anch’essa in grande difficoltà, in perenne oscillazione tra polemiche demagogiche e accettazione passiva del “regime Covid”.

La realtà non solo dell’Italia, ma anche dell’Europa è disarmante. I soldi del Recovery, verranno solo alla metà del prossimo anno, se verranno; se i progetti che il governo riuscirà a varare, saranno apprezzati da Bruxelles e in linea con i diktat ideologici laicisti e strutturali (si legga costruzione della società del futuro).
Inoltre, la manovra che sta scrivendo Gualtieri è stata già bacchettata dalla Ue: troppe misure a lunga scadenza. E poi, il testo sarà il solito decreto omnibus, con oltre 200 provvedimenti che non c’entrano nulla con la ripresa economica, dagli aiuti ai sindacati, ai soldi ai patronati, dai bonus, all’assegno di natalità, ai congedi di paternità. Per finire in bellezza con l’emendamento mirato a legalizzare la cannabis light.
Niente male per un governo che fa fumo. E va in fumo. Non a caso sta sfumando pure il consenso di Conte: dal 60% all’attuale 39%.

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