Crisi di governo, parla Becchi: “Tutta manfrina. Cosa unisce Conte, Renzi e Salvini”

Interviste

“O Conte arriva per quella data con una proposta complessiva oppure ritiro i ministri e a quel punto non c’è più Conte”. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi ai microfoni del Tg5 ribadendo che il termine ultimo per avere le risposte alle richieste avanzate è domani, 6 gennaio. Sarà crisi di governo dunque? E quali scenari si apriranno? Arriveranno i cosiddetti “costruttori” evocati dal Capo dello Stato nel discorso di fine anno a sostegno del premier? Ne abbiamo parlato con il filosofo Paolo Becchi che in realtà ha una sua idea ben precisa sulle mosse di Iv.

Ci sarà la crisi di governo?

“Finché ci sarà il virus penso che Conte abbia poco da temere. Non credo alla crisi di governo. Sono certo che tutto si concluderà con un maxi rimpasto, quindi con un Conte 2 riveduto e corretto. A questo punto non parlerei neanche di Conte ter visto che la maggioranza resterà comunque la stessa. Tutto quello che stiamo vedendo e sentendo in questi giorni è in realtà una cortina fumogena che serve soltanto a nascondere le reali motivazioni di questa crisi”.

Ma davvero lei è convinto, come ha scritto Libero riprendendo un suo tweet, che Renzi stia tirando la corda perché aspirerebbe niente meno al ruolo di segretario generale della Nato nel 2022? Non le sembra di esagerare?

“Guardi che quello che ho scritto io lo pensano in molti, dentro e fuori il palazzo, anche se ufficialmente nessuno si espone. Renzi sa perfettamente che potrà tirare la corda fino a quando questa non si spezzerà, fermandosi un minuto prima. La forza effettiva di Italia Viva la conosciamo tutti, i sondaggi sono molto deludenti. Iv può oggi contare soltanto grazie ai numeri che ha in Parlamento e che gli consentono di essere determinante, ma che in caso di elezioni anticipate verrebbero ridotti all’osso o addirittura potrebbero svanire del tutto. Penso come molti che l’obiettivo di Renzi alla fine sia quello di far ottenere il Ministero della Difesa nel rimpasto di governo ad un suo fedelissimo, per poter avere un filo diretto con la nuova amministrazione Usa, coltivare il suo rapporto personale e politico con il neo presidente Biden e tentare la scalata al vertice della Nato, dove a partire dal 2022 dovrebbe sedere un italiano”.

Ma Renzi ha chiesto le dimissioni di Conte. Anche questa è cortina fumogena?

“Conte non darà mai le dimissioni, non è uno stupido e sa benissimo che se lo facesse non avrebbe alcuna certezza di ottenere un reincarico. Quindi terrà duro fino alla fine, e come detto il leader di Iv non potrà spezzare la corda. Speriamo soltanto che questa assurda telenovela politica si concluda al più presto, facciano questo rimpasto visto che il Paese ha ben altri problemi da affrontare”

Quindi lei non crede che ci potrà essere un altro governo a guida Draghi?

“No, Draghi arriverà quando ormai saremo con tutti e due i piedi nella fossa. Quando insomma servirà il ‘salvatore della patria’”. Non prima però del semestre bianco, quando si potrà far cadere Conte senza il rischio di andare ad elezioni”.

Il Capo dello Stato ha evocato l’avvento di “costruttori” ovvero persone di buona volontà disposte a lavorare al di là degli schieramenti politici per ricostruire l’Italia. Ne vede all’orizzonte?

“Non credo che serviranno, perché la maggioranza resterà quella attuale. Ripeto, tutto si risolverà con un rimpasto di governo, Conte resterà al suo posto, tenterà di resistere il più possibile all’assalto dei renziani e alla fine cederà sul necessario. E Renzi come detto non potrà tirare la corda fino a spezzarla, quindi dovrà accontentarsi a sua volta di arrivare fin dove gli sarà possibile, ovvero alla Difesa. L’obiettivo di tutti alla fine è di arrivare a giugno quando scatterà il semestre bianco e Mattarella non potrà più indire elezioni anticipate. Che non vuole nessuno. Non le vuole Italia Viva come non le vuole il Movimento 5 Stelle. Avrebbero entrambi tutto da perdere dal ritorno alle urne. L’interesse di tutti è sopravvivere fino al 2023”.

Anche il centrodestrta sembra muoversi in ordine sparso: Forza Italia è per la collaborazione istituzionale, Fratelli d’Italia vuole il voto subito e la Lega ondeggia fra responsabilità ed elezioni anticipate. Anche l’opposizione è in confusione?

“Mi pare evidente. Soprattutto la Lega mi sembra molto confusa. Ho l’impressione che nemmeno Salvini voglia le elezioni anticipate, visto che andare al voto oggi significherebbe per il centrodestra vincere con una Lega molto indebolita rispetto ad un anno fa. Salvini continua a mantenere salda la leadership del partito ma cala continuamente nei sondaggi e appare sempre più evidente come sul territorio si stiano formando delle leghe locali indipendenti e autonome dal vertice, vere e proprie spine nel fianco come in Veneto e in Lombardia. Nella Lega regna la confusione e al di là delle dichiarazioni di facciata, penso che Salvini non abbia alcun interesse ad andare ad elezioni in tempi brevi. L’unica che avrebbe realmente tutto da guadagnare sarebbe Giorgia Meloni, sia a livello nazionale che all’interno del centrodestra. E infatti è l’unica che con chiarezza dice no ad accordi istituzionali e a larghe intese”.

Quindi alla fine anche a Salvini, come a Renzi e a Conte le elezioni non converrebbero affatto?

“Penso proprio di sì, e dico anche di più: credo che Conte resterà in sella perché non ha alternative. Lo stesso centrodestra non mi pare abbia un programma chiaro su come uscire dalla crisi innescata dal Covid. Certo, Salvini fa bene a chiedere lo stralcio delle cartelle esattoriali e la moratoria fiscale, ma questo può essere un aiuto a chi si trova più in difficoltà, non può rappresentare la ripartenza economica. Per ripartire serve una seria politica economica, industriale, sociale che rimetta in moto l’economia, faccia ripartire lo sviluppo, crei occupazione, ricostruisca realmente il tessuto economico messo in ginocchio da questi mesi di assurdo lockdown. Ma non mi pare che il centrodestra sia in grado di offrire un’alternativa convincente, almeno io non riesco a vederla. Giusto criticare il governo, ma bisogna essere in grado anche di offrire una ricetta credibile e competitiva. Il centrodestra al momento può sicuramente offrire un’alternativa numerica ma non sostanziale”.

Come vede i prossimi mesi?

“Molto male purtroppo, e temo che andando avanti di questo passo le cose si metteranno sempre peggio, specie con lo sblocco delle cartelle esattoriali fino ad oggi sospese. Non si può sinceramente andare avanti con questa politica dei lockdown ad intermittenza. Non si può chiudere il Paese per un mese, riaprirlo per una settimana, poi richiuderlo di nuovo, senza alcuna logica e basandosi unicamente sul numero dei contagi o su quello per me molto discutibile delle vittime. Il problema è che da parte del governo manca una strategia complessiva. Adesso ci stanno dicendo che arriverà una terza ondata e che quindi dovremo richiudere tutto. Ma è da marzo che stiamo chiudendo l’Italia  e ci troviamo peggio di altri Paesi, vedi la Germania, che si sono limitati ad applicare i lockdown soltanto in questi ultimi mesi. Noi stiamo in lockdown permanente e in stato d’emergenza da quasi un anno, eppure siamo in gravissima difficoltà sia sul piano sanitario che soprattutto su quello economico. Il bello è che mentre al governo litigano sui soldi del Recovery Fund e sul rimpasto, poi accusano i cittadini di non essere abbastanza responsabili, colpevolizzando gli italiani per l’incapacità di chi non sa fare altro che chiudere la gente in casa”.

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