Di Maio ci prova: “O Conte o il voto”. Ma proprio lui potrebbe giocarsi il tutto per tutto

Politica

“Serve un consolidamento della maggioranza e per farlo abbiamo 48 ore di tempo. In caso contrario vedo il voto più vicino”. Lo ha detto Luigi Di Maio ieri a “Mezz’ora in più” il programma di Lucia Annunziata, dove si è reso protagonista pure di una gaffe legata ad un uso sbagliato del congiuntivo.

“Se da Italia Viva, non si ritira la sfiducia non ci saranno presupposti per il dialogo. Se ci sono forze politiche che si vogliono avvicinare a questo governo, ben venga – ha poi aggiunto- ma se dev’essere qualcosa di raccogliticcio sono il primo a dire andiamo al voto”. Preoccupa e non poco la tenuta della maggioranza sulla relazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che rischia di essere bocciata in Senato, dove anche fra i cosiddetti costruttori che la settimana scorsa hanno votato la fiducia al governo c’è chi ha espresso forti riserve su certi aspetti della riforma giudicata “poco garantista”

Quello di Di Maio è stato letto da più parti come un tentativo di vincere, con la paura del voto anticipato, le resistenze di quanti, dalle parti di Italia Viva, di Forza italia, dell’Udc (ora che Lorenzo Cesa si è dimesso da segretario è venuto meno anche il veto nei confronti dei parlamentari centristi) sono tentati di votare la fiducia al premier. Il messaggio è chiaro: se cade Conte si vota, perché il M5S non sarà mai disponibile a sostenerre un governo guidato da un premier diverso.

A meno che, come si sospetta da più parti proprio il Ministro degli Esteri ed ex capo politico del Movimento non voglia giocarsi il tutto per tutto e sostituire Conte a Palazzo Chigi. Perché, qualora il premier dovesse uscire di scena, i pentastellati che restano tuttora il primo gruppo parlamentare, non potrebbero sostenere un nome diverso: a meno che non provenga dalle loro stesse fila. E chi meglio dell’ex capo politico con tanto di benedizione del leader maximo Beppe Grillo?

Insomma, Di Maio potrebbe aver fiutato l’occasione propizia per liberarsi di Conte, che nel suo secondo governo lo ha fortemente ridimensionato negandogli la poltrona di vicepremier che aveva nell’esecutivo gialloverde, e prendere il suo posto. Si tratta ovviamente di ipotesi ma in politica si sa, tutto può accadere.

Basterà attendere le prossime ore per capire se la minaccia di Di Maio porterà a degli sviluppi significativi. Il premier Conte, permanendo lo stallo parlamentare e la mancanza della maggioranza assoluta al Senato, sembrerebbe non avere altra scelta che salire al Quirinale e rassegnare le dimissioni per poter riavere un reincarico dal Capo dello Stato, riaprendo le trattative con Italia Viva che si è detta ormai da giorni disponibile. Cosa che difficilmente accadrebbe se le dimissioni arrivassero dopo il voto di sfiducia sulla Giustizia. E se le dimissioni di Conte, come si sussura da più parti arriveranno già nella giornata di oggi, tutti i giochi potranno dirsi aperti. 

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Marta Moriconi
La velocità e la capacità di individuare subito la notizia sono le mie qualità. Sono laureata in Giurisprudenza con il massimo di voti ma lascio la pratica forense e i Tribunali ben presto per gettarmi nella mia passione. Inizio la carriera nel monitoraggio radiotelevisivo, passo per gli uffici stampa, arrivo ai giornali online