Nella Lega cade l’ultimo tabù sovranista: Bagnai “benedice” Draghi

Politica

Anche l’ultimo tabù sovranista dentro la Lega sembra essere caduto. Nessun veto nei confronti di Mario Draghi nemmeno dall’area più antieuropeista del Carroccio.

Il segnale è arrivato con un’intervista dell’economista euroscettico e senatore Alberto Bagnai, considerato insieme a Claudio Borghi una sorta di “falco” nei confronti dell’Unione europea. Dopo le prime dichiarazioni che sembravano chiudere le porte ad un possibile appoggio al nuovo governo da parte dei leghisti sovranisti, ieri è arrivata l’apertura proprio di Bagnai, che in un’intervista a La Stampa ha dichiarato riferito a Draghi: “Continuo a pensare che nel 2018 fosse improprio da parte sua sollevare allarmi sulla tenuta del sistema bancario italiano, tanto più che questo era sotto la sua vigilanza. Ma sulle sue scelte e soprattutto sulle sue analisi di politica economica, a partire dal famoso discorso di Jackson Hole nel 2014, non ho mai trovato nulla da obiettare”.

Un’apertura importante, che ha fatto sicuramente tirare un forte sospiro di sollievo al leader Matteo Salvini, tirato per la giacca nelle ultime ore dal cosiddetto “asse del Nord”, capitanato dal duo Giorgetti-Zaia favorevole a sostenere il governo Draghi.

Non a caso ieri Salvini ha parlato ai giornalisti, aprendo alla possibilità di poter dire sì al nuovo esecutivo, avendo al suo fianco proprio Giorgetti, il numero due del partito che non ha mai fatto mistero in pubblico di stimare molto l’ex presidente della Bce e di essere favorevole ad un governo a sua guida. L’unico ostacolo sembrava arrivare proprio dagli antieuropeisti, ma da ieri ogni resistenza in quella direzione sembra essere caduta. In più dalle parole di Bagnai, si evince anche come la stagione dell’euroscetticismo più intransigente sia ormai acqua passata.

L’economista ha anche aggiunto di non aver alcun imbarazzo a discutere di contenuti con lo stesso Draghi: “L’unico imbarazzo in certe sedi lo provo nel confrontarmi con i dilettanti. Io sono economista come Draghi, lui con un’ esperienza istituzionale e di mercato infinitamente più elevata, ma veniamo dalla stessa scuola e abbiamo una lingua comune”.

Le parole di Bagnai hanno sorpreso molto e sui social non sono mancate manifestazioni di scetticismo per un’apertura tanto significativa giunta da chi non ci si sarebbe mai aspettati. Ma la politica è fatta di stagioni e forse, la stagione del sovranismo e della battaglia contro l’euro che ha sicuramente pagato in termini elettorali in passato, non è propriamente la più indicata in questa nuova stagione post-pandemia. E così anche le battaglie, i temi e le posizioni politiche sono sottoposte ai mutamenti dei tempi. Come anche il giudizio sulle persone, specie quando a scorrere bene le biografie dei protagonisti si finisce per scoprire che anche la formazione keynesiana di Draghi può fare la differenza.

Condividi!

Tagged
Marta Moriconi
La velocità e la capacità di individuare subito la notizia sono le mie qualità. Sono laureata in Giurisprudenza con il massimo di voti ma lascio la pratica forense e i Tribunali ben presto per gettarmi nella mia passione. Inizio la carriera nel monitoraggio radiotelevisivo, passo per gli uffici stampa, arrivo ai giornali online