5Stelle. Nati rivoluzionari, con Conte moriranno democristiani

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Dunque, i grillini, come ha detto Di Maio, si apprestano a diventare una forza moderata, liberale, europeista, ecologista. E come ha aggiunto il neo-acquisto Conte, l’obiettivo sarà un nuovo soggetto politico centrale (centrista?), assai simile, coincidente: moderato, ecologista, pro-diritti civili. Ma la sintonia tra i due non sorprenda. Durante l’esperienza di Palazzo Chigi si sono clonati.

Naturalmente le parole possono essere usate come si vuole, per giustificare il diavolo e l’acqua santa. Per normalizzare ogni strategia, anche la più incoerente, ma a tutto c’è un limite. La triste parabola grillina questo limite l’ha ampiamente superato. Se c’è forse un elemento di continuità rispetto al Movimento originario è la liquidità. Di idee, contenuti, transumanze di classe dirigente, spostamenti geografici.
Liquidità, nemmeno come metodo, ma come ideologia, come identità. E come noto, un liquido assume le forme del contenitore che lo contiene.

I 5Stelle avrebbero dovuto aprire il parlamento come una scatoletta di tonno, portare il vento del cambiamento, della moralizzazione pubblica, dell’anti-casta, dell’alto-basso (popoli contro élites), in luogo del vecchio binomio “destra vs sinistra”, dell’uno vale uno, del populismo antiparlamentarista, della democrazia diretta, della piattaforma informatica che decide il mondo, come fosse una terza Camera parlamentare: programmi, capi e addirittura, scelte di governo. Una rivoluzione nel nome del “no”, del “vaffa”, del no-Tav, no Euro, no Vax etc.

Il loro declino mascherato di governabilità, primato dei temi, priorità emergenziali, non solo non ha funzionato, non ha retto a distanza, anche perché, nella storia repubblicana, è stato e continua ad essere, il mantra del poltronismo; ma l’incompetenza, il fallimento di ogni aspettativa popolare che ne ha decretato il successo popolare alle scorse politiche, hanno pesato come macigni.
Più grande è l’aspettativa generata, infatti, più grande è la delusione e la voglia di “uccidere il padre”. I grillini, bisogna ammetterlo, erano riusciti in un’operazione stratosferica: unire il moralismo di sinistra e il populismo di destra. Una bomba atomica.

Adesso che il loro sostanziale flop, ha causato il commissariamento della politica con Draghi, come faranno, guidati da Conte, a salvarsi, trasformandosi in un partito solido, convenzionale, classico? Appunto, moderato, liberale? Come tanti altri?
Conte dal canto suo, ha scelto bene. Non si è messo in proprio, non è salito sul carrozzone dem, ha preso una zattera che affonda e continuerà a recitare la parte del salvatore della patria (come ha fatto a Palazzo Chigi), portando in dote quel tesoretto che gli resta e che forse consentirà al Movimento di recuperare qualcosa.

Ma a che prezzo? Diventare un altro. Passi per il contratto gialloverde (in fondo, leghisti e grillini avevano in comune la lotta al Palazzo, italiano o europeo), passi per l’inciucio giallorosso (col Pd almeno c’era e c’è un perimetro riformatore, laicista); ma reincarnarsi in Conte e nel suo Dna, sarà impresa ardua.

Al momento, come detto, i contenuti esposti da Di Maio e quelli di Conte si assomigliano: del resto, sono gli stessi del Recovery (tanto per piacere a Draghi).

Ma basterà per placare e ammorbidire ciò che resta di un glorioso e anarchico esercito? Al massimo, il neo partito grillino-contiano, toglierà un po’ di voti al Pd. Per Zingaretti, si aprirà, necessariamente una nuova fase. Tornerà più a sinistra, visto che l’area centrista sarà occupata? E Renzi, Calenda, Silvio, che si muovono nello stesso spazio?
Se c’è un insegnamento da trarre, è l’ennesima dimostrazione che a un “Fascismo movimento” segue sempre un “Fascismo regime”; che ogni partito alternativo si normalizza dentro la logica assorbente parlamentare. In fondo l’Italia ha vissuto tante “costituzionalizzazioni dall’alto” e trasformismi: dai governi del connubio, a De Pretis, da Crispi a Giolitti, fino alla metabolizzazione indolore della sinistra post-seconda guerra mondiale.
Una cosa, l’unica, per ora sembra certa: se qualcuno prima non voleva morire democristiano, i grillini pare vogliano morire democristiani.

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