Il fallimento della Ue spalanca le porte a Sputnik, il vaccino russo: “Basta pregiudizi”

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Alla fine l’Italia farà ricorso al vaccino russo superando pregiudizi ideologici, chiusure preconcette e pseudo posizioni scientifiche che, di fronte all’emergenza pandemica che sta riprendendo forza, si stanno rivelando del tutto inutili, oltre che dannose.

Emblematiche da questo punto di vista le parole di Stefano Vella, professore di salute globale allUniversità Cattolica che ha dichiarato: “C’è stato uno snobismo politico culturale che faceva storcere il naso sul vaccino russo, invece io dico che questi dello Sputnik hanno una esperienza importante che va avanti. Posso fare un paragone calcistico con la formazione del Leicester di Ranieri? Nessuno ci avrebbe scommesso, poi a forza di fare gol hanno vinto la Premier League”.

Peccato che mentre in Europa si sono fatti tanti scrupoli in merito all’effettiva efficacia del vaccino, Sputnik veniva diffuso in mezzo mondo. Adesso anche il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha dovuto riconoscere che non è importante da dove viene il vaccino ma quanto può essere effettivamente efficace. E il vaccino russo finora non ha avuto controindicazioni, non meno di quelle che hanno riguardato i vaccini acquistati dalla Ue.  

Si è finalmente compreso che di fronte ad una situazione che di giorno in giorno diventa più drammatica, non si può star dietro ad un’Europa che dopo aver fallito completamente la proprio strategia vaccinale, inanellando errori dopo errori, si ostina a portare avanti la sua politica da “guerra fredda” con Mosca. Con il risultato che oggi l’Europa ha vaccinato appena il 9% della popolazione, contro il 35% della Gran Bretagna che è sempre più vicina all’immunità di gregge.

Addirittura l’assessore regionale alla sanità del Lazio Alessio D’Amato ha annunciato che la Regione guidata da Nicola Zingaretti procederà con l’acquisto delle dosi di Sputnik anche contro il parere della Ue: “Auspichiamo che ci sia un’opzione per l’acquisto del vaccino o a livello europeo o italiano, o noi siamo pronti a farlo come Regione Lazio – ha detto D’Amato – Che lo faccia l’Europa per noi è la scelta migliore – ha aggiunto – se non lo farà l’Europa o l’Italia lo farà il Lazio. Ovviamente speriamo che non ce ne sia il bisogno, ma in caso di necessità sarebbe una procedura permessa”.

Meglio tardi che mai, è il caso di dire. E c’è chi ammette senza troppi giri di parole che se si fosse fatto ricorso da subito al vaccino russo, forse l’Italia non si troverebbe in forte ritardo come sta avvenendo, proprio a causa delle azioni fallimentari messe in atto dalla Commissione Ue. “La produzione in Italia del vaccino russo inizierà anche se l’Ema non concederà l’autorizzazione al suo impiego nell’Unione europea – ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio italo russa, Vincenzo Trani in una intervista – E’ importante capire che il processo di produzione non ha nulla a che fare con la vendita dei vaccini. Sono due cose diverse. Penso che se non sarà autorizzato, ci saranno molti altri posti con un disperato bisogno del vaccino”.

Marta Moriconi

La velocità e la capacità di individuare subito la notizia sono le mie qualità. Sono laureata in Giurisprudenza con il massimo di voti ma lascio la pratica forense e i Tribunali ben presto per gettarmi nella mia passione. Inizio la carriera nel monitoraggio radiotelevisivo, passo per gli uffici stampa, arrivo ai giornali online.

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