Sinistra isterica. Dallo ius soli al Ddl Zan. L’ossessione dell’asse Salvini-Draghi

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Che succede alla sinistra nostrana? In crisi di idee, contenuti politici, prospettive future, esaurita, logorata, consumata dall’esperienza di governo con i grillini, non trova di meglio che ripescare il peggio del suo armamentario ideologico.
E sorprende che lo stesso Enrico Letta, che viene da una tradizione moderata, abbia per primo, nell’era-Draghi, parlato di nuovo dello ius soli.
E, in Commissione Giustizia, proprio un giorno fa, l’asse giallorosso ha tentato maldestramente di calendarizzare il Ddl Zan, che mortifica la libertà di pensiero, attribuendo l’etichetta di omofobo a tutti quelli che osano e oseranno difendere e affermare il primato della famiglia naturale.

Due tentativi, tra l’altro, non andati a buon fine. Il primo, quello di Letta, ha suscitato un vespaio mediatico; il secondo, quello in Commissione, è stato bloccato dal senatore Pillon della Lega.
Ma dietro la strategia si nasconde ancora e sempre l’ossessione per la centralità di Salvini, il ruolo che il centro-destra, senza la Meloni, sta comunque svolgendo nell’attuale maggioranza “ricostruttiva nazionale”, formando di fatto un asse col premier. I suoi numeri sono determinanti. Ed ovviamente il Capitano se li sta giocando per bene. Da una parte, fa l’uomo di governo, rassicura, suggerisce, indirizza, consiglia (in primis, sulle scelte economiche); dall’altra, fa l’uomo di opposizione: bacchetta la gestione passata di Conte, l’Europa responsabile della malagestione della pandemia, sollecitando una nuova sorta di sovranismo sanitario, la produzione nazionale di vaccini.
E la sinistra, a corto di identità e verde per l’impotenza politica, cerca di riprendersi un ruolo riesumando le battaglie identitarie.

Commettendo tre errori. Primo, conferma il suo odierno Dna rosa, di partito radicale di massa, di partito dei diritti civili, non più dei diritti sociali ed economici (la bandiera di queste rivendicazioni è passata a destra). Secondo, non ha ricette per il contesto attuale, ma si rifugia nell’astrattezza culturale, ideologica, accentuando quel distacco tra la realtà, la società e il suo fantastico mondo. E pure il neo-reggente Letta non è sfuggito a questo sbaglio. Come ha potuto concepire altrimenti, se non per mere ragioni di collante interno, per pacificare le componenti intestine, le une contro le altre armate, proposte tipo il voto ai 16enni, lo stesso ius soli, un argomento inutile e superato dalla storia, specialmente in un momento come questo?

Terzo, il ritorno ai valori laicisti inesorabilmente, se reiterato, è destinato a creare specularmente dei contraccolpi, e quindi a turbare il governo Draghi. Che si regge su un delicato filo-conduttore e sullo spirito di collaborazione straordinaria per ripartire.

Fabio Torriero

Come giornalista, ho attraversato la comunicazione a 360 gradi (carta stampata, tv, radio, web). Ho lavorato presso Cenacoli, Fondazioni (Fare Futuro), sono stato spin doctor di ministri e leader politici, ho scritto una ventina di libri (politologia, riforme etc.) e i miei direttori storici e maestri sono stati Marcello Veneziani e Vittorio Feltri. Insegno all'Università comunicazione politica. Il giornalismo online è la mia ultima vocazione.

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