Traballa l’asse Pd-M5S a Roma: Raggi attacca Zingaretti e Grillo applaude

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Chi si aspettava ormai una sicura alleanza fra Pd e M5s alle prossime elezioni amministrative, previste per giugno e poi slittate in autunno a causa dell’emergenza Covid, dovrà ricredersi. Perché il neo segretario dem Enrico Letta è sembrato da subito voler rimarcare le distanze rispetto all’era Zingaretti, caratterizzata soprattutto nell’ultima parte, da una forte subalternità nei confronti di Conte e de 5 Stelle. “Alleati sì, ma è il Pd a guidare la coalizione” ha fatto capire Letta, accogliendo l’invito della maggioranza dei dem a superare la stagione dell’asse con Conte.

E così, mentre Zingaretti tornato a tempo pieno nel suo ruolo di governatore del Lazio porta a compimento il progetto coltivato da mesi, ovvero l’ingresso dei grillini in pianta stabile nella sua maggioranza, in campo nazionale sembra di assistere invece ad una ripresa delle ostilità. Prima i dem hanno lanciato a Roma la candidatura a sindaco dell’ex ministro dell’economia Roberto Gualtieri, al momento “congelata” da Letta, poi è arrivato l’attacco di Virginia Raggi contro Zingaretti per la gestione dei rifiuti, in seguito all’inchiesta giudiziaria degli ultimi giorni relativa all’individuazione della discarica di Monte Carnevale da parte della Regione.

Il post della Raggi contro il governatore del Lazio è stato postato anche da Beppe Grillo che ha pure rilanciato la ricandidatura della sindaca uscente definendola “la nostra guerriera”. Sembra che né la prima cittadina capitolina, né tantomeno il garante pentastellato, abbiano condiviso l’ingresso dei 5S nella giunta Zingaretti, trattandosi di un’operazione che sarebbe stata gestita in totale autonomia da Roberta Lombardi che tutti sanno non essere in buoni rapporti con la sindaca e di non essere più nelle grazie di Grillo. Non solo, Virginia Raggi ha addirittura dichiarato: “Zingaretti ritiri il proprio Piano Regionale dei Rifiuti che impone l’apertura di discariche a Roma, una scelta che noi romani abbiamo dovuto subire. Lo dico ai romani: è il momento di alzare la voce. Basta! Siamo stanchi di subire. A breve si vota. Chi si candida a Roma abbia il coraggio di disconoscere l’operato di Zingaretti e dica chiaramente che non vuole una discarica a Roma. Io non ho problemi a dirlo”.

Il fatto che Grillo abbia rilanciato il post con le accuse della Raggi a Zingaretti, sembrerebbe avvalorare la tesi di chi descrive il garante del Movimento fortemente irritato nei confronti dell’ex segretario dem che avendo rassegnato le dimissioni dalla guida del partito, ha di fatto compromesso il progetto di Grillo che sognava un rafforzamento dell’asse Pd-M5S sotto la regia di Conte. Mentre Letta ha fatto chiaramente capire che non sarà l’ex premier a guidare il futuro Ulivo 2.0.

Appare evidente quindi che sulle comunali di Roma si aprirà un braccio di ferro dagli esiti molto incerti. Che i dem possano sostenere una riconferma della Raggi è al momento impossibile, così come appare altamente improbabile che i 5 Stelle possano sacrificare la sindaca uscente obbligandola uscire di scena per far posto ad un candidato sindaco del Pd, e in qualche modo certificandone il fallimento amministrativo.  E i margini della trattativa, cautele di Letta e Gualtieri a parte, sembrano farsi sempre più stretti.

 

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