Chiusure anche dopo Pasqua, è braccio di ferro nella maggioranza sul nuovo decreto

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Ore decisive per stabilire le misure da adottare nel periodo post-pasquale. La maggioranza è divisa, con il centrodestra, Lega in primis, contraria a proseguire con le chiusure e il ministro della salute Roberto Speranza e gran parte dei giallorossi che invece insistono nel chiedere il mantenimento delle restrizioni. Anche parte dei 5Stelle esprimono dubbi in merito alla prospettiva di prolungare le chiusure oltre le festività, ma la linea prevalente sembra quella di non abbassare la guardia.

A partire dal 7 aprile quindi con molta probabilità non ci saranno zone gialle, ma soltanto rosse e arancioni e questo almeno fino alla metà del mese. Con l’impegno tuttavia a rivedere le disposizioni nel caso in cui i dati dei contagi permetteranno un allentamento delle restrizioni. Le scuole dovrebbero essere aperte in presenza fino alla prima media in zona rossa e fino alla terza media in zona arancione. 

Pertanto anche dopo Pasqua bar e ristoranti dovranno restare chiusi e non ci si potrà spostare fra Regioni. 

Ma il nuovo decreto dovrebbe anche contenere la norma riguardante l’obbligo vaccinale per tutti gli operatori sanitari che si trovano a contatto con il pubblico. Anche su questo punto si stanno confrontando due diverse scuole di pensiero, soprattutto sul regime sanzionatorio. Sembra escluso il licenziamento in tronco per chi rifiuta la vaccinazione, ma nelle intenzioni dell’esecutivo chi lo farà potrebbe rischiare multe molto salate, fino al congelamento dello stipendio e al trasferimento ad altro incarico. In più si stanno studiando anche soluzioni che mettano al riparo gli operatori sanitari che somministrano i vaccini in caso di reazioni avverse o di decesso del paziente; una sorta di “scudo penale” da cui ovviamente saranno esclusi i casi in cui dovesse emergere una colpa grave. In ogni caso dunque dovrà essere l’autorità giudiziaria ad esaminare i singoli casi e stabilire se l’operatore sanitario potrà o meno beneficiare dello scudo. 

Le trattative stanno andando avanti nella maggioranza, ma anche fra governo e regioni. E per trovare un accordo si sta anche profilando l’ipotesi di istituire una sorta di zona gialla rafforzata nelle regioni in cui la situazione sanitaria è sotto controllo, per consentire comunque ai ristoranti di poter lavorare almeno a pranzo. Niente da fare invece per cinema, teatri, palestre, piscine ecc. La loro riapertura dovrà slittare ancora. Molto probabilmente il nuovo decreto sarà pronto a metà settimana.

 

 

Americo Mascarucci

Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato.

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