Comparto elettrico. Testa, nuovo segretario generale della Flaei-Cisl: “Ecco la mia sfida”

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Non è solo la politica che in questa fase emergenziale è obbligata a rinnovarsi (governo Draghi docet). Anche il sindacato si sta attivando.
Il mondo del lavoro è cambiato, l’economia sta mutando a ritmi vertiginosi; la pandemia se da una parte ha aggravato la vita di tante categorie sociali e famiglie, costrette a sopravvivere, ad aspettare ristori e sostegni spesso insufficienti, dall’altra può essere l’occasione per ripensare la ripartenza economica e non solo, a 360 gradi. Ad esempio, la rivoluzione (accentuata durante il lock down) che nelle imprese, ha imposto lo smart working, ha velocizzato di fatto quel processo di dematerializzazione delle attività produttive, con cui tutti dovranno fare i conti.
E in questo particolare momento storico, strumenti come la cassa integrazione, sono mezzi ancora utili, essenziali, ma provvisori, insufficienti. Occorrono interventi e ricette strutturali.
Nella Cisl tira un’aria nuova. Dopo l’arrivo del segretario generale Luigi Sbarra, che ha preso il posto della uscente Anna Maria Furlan; da ieri è stata la volta della segreteria generale della Flaei-Cisl, che da 60 anni rappresenta e tutela i lavoratori delle aziende elettriche. Amedeo Testa ha sostituito Salvatore Mancuso, che ricopriva la carica dal 2019. Amedeo Testa è sindacalista doc. Il suo percorso professionale si commenta da solo. Nato a Tivoli il 26 luglio 1966, viene assunto in Enel nel 1988 come perito Informatico, presso la Direzione Generale. Dopo una breve esperienza presso la Cisl di Roma e Provincia, in qualità di responsabile delle politiche giovanili, nel 1995 entra nel consiglio territoriale della Flaei di Roma, ricoprendo la carica di consigliere. Eletto in segreteria regionale del Lazio nel 1997, a ottobre 2002 viene eletto Segretario Generale Regionale e dal 2009 ricopre l’incarico di Segretario Nazionale. Da novembre 2012 a maggio 2015 è stato Presidente Nazionale dell’Associazione ricreativa Arca. Da luglio 2019 è Segretario Generale Aggiunto in seno alla Segreteria Nazionale. E il 30 marzo, è diventato segretario generale della Flaei. È sposato ed ha 4 figli.
“Lo Speciale” lo ha raggiunto. E’ sommerso di messaggi, ma consapevole di ciò che lo attende.

Segretario, quale Flaei-Cisl, l’aspetta?

“Rispondo semplicemente. La mia sarà una Flaei orgogliosa della sua storia, ma con lo sguardo puntato verso il futuro”.

Il comparto elettrico vive un delicato momento di passaggio. Siamo alla vigilia di scelte fondamentali per l’Italia, come vi porrete?

“Innanzitutto con la mia squadra definiremo le tappe del lavoro. Appena avremo la possibilità di incontrarci anche fisicamente, ci saranno appuntamenti istituzionali per impostare concretamente ogni cosa. Intanto mi faccia ribadire le coordinate programmatiche che ispireranno la mia azione: nuova qualità delle relazioni industriali e rafforzamento organizzativo interno. Questi saranno i due punti di partenza per rilanciare un sindacato protagonista di un comparto estremamente strategico per l’Italia. E poi, attenzione alle donne e ai giovani”.

Una rivoluzione quindi, nel sindacato?

“Gli strumenti tradizionali che hanno caratterizzato negli anni le nostre rivendicazioni, come la contrattazione, naturalmente continueranno ad essere centrali ma, e questo sarà il punto qualificante del mio impegno, vanno inseriti in una visione più alta e più ampia. Ci aspettano nuove sfide che dobbiamo vincere tutti insieme. Come Enel, come lavoratori. Nessun risultato si otterrà se non cambierà il paradigma delle Relazioni industriali: la trasformazione dell’impresa in senso pienamente e definitivamente partecipativo”.

Un messaggio alla politica?

“Il cambiamento deve riguardare tutti. Finora l’emergenza pandemica è stata gestita all’insegna di vecchie logiche. I ristori, i sostegni, sono stati espressione di una concezione sorpassata di Welfare. Sulla digitalizzazione e la transizione energetica, previste dai progetti del Recovery dovremo confrontarci con rispetto e serietà. Noi faremo la nostra parte, ossia, una nostra forte e nuova azione di vigilanza e presidio per tutelare i diritti e le garanzie dei lavoratori, ma anche un’azione di proposta, evitando sia derive green, sia liberiste. Mi aspetto, però, che anche gli altri facciano la loro parte”.

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