Top ten governo. Draghi, Salvini, Letta? No, Speranza

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Chi è, in questo momento, il personaggio politico più in vista, più popolare nel senso di maggiormente visibile?

Se lo chiedessimo ai cittadini, la risposta sarebbe scontata, ferma, immediata: Draghi. Anche se la luna di miele già pare in via di evaporazione, dopo le eccessive, quasi mistiche, aspettative, al momento non soddisfatte (questo governo sembra la fotocopia del Conte-2). Ogni premier, preceduto, da enfasi mitologica infatti, fa questa fine. E’ un destino scritto. E’ stato il caso di Monti, salito al trono, per nome e per conto del “Dio-Spread”, che l’odiato Berlusconi non era riuscito a bloccare; sarà certamente il caso di Draghi, se il Recovery e i suoi provvedimenti non garantiranno quella ripresa economica che nel nome del Dio Vaccino e del terrore pandemico, è stata congelata.
D’altra parte, gli italiani cominciano a capire che quell’ “espressione un po’ così” in realtà, non vuol dire solo competenza, sobrietà (un’autentica necessità dopo la comunicazione napoleonica di Conte), ma pure gelo, freddezza, distacco da consumato elitario burocrate.

E se non è Draghi, chi può essere? Salvini? Che da quando è tornato in sella, oscilla tra “Capitano di lotta e di governo”, tentando di salvare capra e cavoli. Capra “leadership del centro-destra” e cavoli “voti per la Lega”, fortemente insidiata nei consensi da Fdi.
E, a proposito di Fratelli Coltelli, la Meloni, certamente sta crescendo in popolarità e credibilità. Ma vallo a spiegare a ristoratori, negozianti, partite Iva, albergatori, piccole e medie imprese, operatori delle palestre, delle piscine, teatri, cinema etc, che la soluzione arriverà solo se Draghi cadrà e tornerà al potere la destra? Ossia, tra anni, o forse mai?

Allora Letta? Manco a parlarne. Un alieno, un gemello di Conte-versione neo-post-grillina, che pensa solo a uscire dalla zona Ztl, quella dei radical-chic, per far tornare il suo Pd “da partito dei primi ancora a partito degli ultimi”. E come lo fa? Con miracolosi ristori, ricette salvifiche, scatti politici? No, proponendo il voto ai 16enni, lo ius soli, velocizzando l’approvazione del Ddl Zan, “per uscire – parole sue – dal Medioevo”.
Ma qualcuno gliel’ha spiegato che nel Medioevo sono nati gli ospedali che curano gli ammalati (come ora), sono nate le università che hanno fatto studiare e crescere la gente, e si è tramandata la cultura, grazie agli amanuensi nelle cattedrali? Qualcuno glielo ha detto che nel Medioevo c’è stata la Scolastica, il tomismo, l’economia curtense considerata un modello? Ci sono stati Dante, Giotto, Petrarca e che le donne, specialmente nell’Alto Medioevo avevano pari dignità rispetto agli uomini (basti pensare al numero di sante, regine e studiose universitarie)? Caro Letta, proprio uscendo dal Medioevo abbiamo avuto la barbarie; altro che umanesimo libertario, moderno e liberatore. Le streghe sono state bruciate proprio in quel periodo, come le guerre di religione, scoppiate dopo il Medioevo. E le caste si sono accentuate proprio dal 400 in poi.

Ma tornando alla classifica, se consideriamo, inoltre, il tramonto mediatico di Di Maio, Grillo, dello stesso Conte, ormai sempre più in un’aura, una nuvola, una bolla disinfettata, non resta che la speranza cioè, Speranza.
Ebbene sì, il personaggio più visibile, in pole position, più amato e odiato è proprio lui. Il genio della lampada sanitaria. Quello che parla quando deve stare zitto e sta zitto quando deve parlare. Parla quando deve ribadire le chiusure e il rigorismo più estremo, ed è in silenzio quando deve spiegare, ad esempio, il perché della secretazione del piano pandemico.
Non si capisce, poi, come e perché, sia stato confermato da Draghi. Ormai è fisicamente e politicamente accostato al casino della campagna vaccinale e non solo.

Autore di un libro subito ritirato dal commercio, dove si inneggiava a una nuova idea di salute, di vita dei cittadini dopo la pandemia, sembra proprio in queste ore appeso a un filo. Draghi ha ribadito che se l’ha confermato, gode della sua fiducia. Ma boatos freschissimi svelano che starebbe per saltare e per sedersi su una sedia europea. Promoveatur ut amoveatur, della serie “promosso-rimosso”, “dolce-scherzetto”.

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