Governo in tilt sul coprifuoco. Offensiva di Salvini post “assedio giudiziario” (e non solo)

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“Via il coprifuoco alle 22”. Lo chiede a gran voce la Lega proponendo che a partire dal 26 aprile sia almeno spostato a mezzanotte,  in considerazione della riapertura dei ristoranti all’aperto in orario serale. Il primo passo per arrivare all’abolizione definitiva del divieto di spostarsi fino alle 5 del mattino che il leader del Carroccio vorrebbe ottenere già da metà maggio. Su questo punto però il governo sembra procedere con i piedi di piombo.

Il premier Mario Draghi è sembrato sposare la linea del centrodestra (Forza Italia e Lega) sulle riaperture frenando l’oltranzismo del ministro della Salute Roberto Speranza contrario ad allentare le restrizioni. Una decisione che è apparsa molto più politica che di ordine sanitario. E’ sembrato infatti un favore alla Lega che mai come in questo momento si trova in difficoltà, pressata soprattutto all’esterno dalla concorrenza sempre più insidiosa di Fratelli d’Italia rimasta all’opposizione e che ha annunciato una mozione di sfiducia contro lo stesso Speranza.

Draghi quindi è sembrato in qualche modo voler dare una mano a Salvini, permettendogli di poter rivendicare il merito delle riaperture graduali che partiranno il 26 e consigliando prudenza a Speranza sulla linea del rigore assoluto, nel momento in cui si trova nell’occhio del ciclone per le polemiche relative al mancato aggiornamento del piano pandemico e per la tensione sociale che sta pericolosamente divampando nel Paese.

Ma da qui a parlare di revoca del coprifuoco ce ne corre. L’argomento infatti non sarebbe in discussione ma la Lega è decisa a metterlo sul tavolo nel prossimo vertice di maggioranza. Per altro all’interno della coalizione parlamentare che sostiene Draghi ci sono anche divergenze di vedute per ciò che riguarda il pass sanitario che dovrebbe consentire lo spostamento fra regioni e la possibilità di partecipare a determinati eventi. Ci si potrà spostare se si è stati vaccinati, se si ha il tampone negativo e se si è guariti dal Covid nei sei mesi precedenti. 

La decisione di intraprendere la guerra contro il coprifuoco sarebbe inoltre maturata nel leader della Lega in seguito al rinvio a giudizio per il caso Open Arms, dietro cui Salvini intravede il tentativo di estrometterlo dalla politica per via giudiziaria. Da qui la decisione di portare avanti la linea istituzionale e di sostegno a Draghi, ma affiancando alla Lega di governo, una Lega di lotta che interpreti e si faccia portavoce delle istanze delle categorie: in questo caso i ristoratori che considerano assurda la riapertura a cena con il coprifuoco alle 22. Salvini insomma non può permettersi di lasciare campo libero alla Meloni dopo che questa, per giunta, gli ha teso un “trappolone” non da poco con la mozione di sfiducia a Speranza. Che la Lega pare non voler sostenere ma senza lasciare Speranza libero di imporre e far passare la sua linea. E dopo aver piegato il ministro sulle riaperture adesso il Carroccio intende farlo anche sul coprifuoco.

Per Draghi certamente gestire un Salvini più agguerrito che mai dopo l’offensiva giudiziaria non sarà certo facile. Ancora di più dopo che proprio il piano delle riaperture è stato sbandierato come una vittoria del centrodestra. E adesso Pd-M5S e Leu c’è da star certi non staranno a regalare altre tribune al leader leghista.

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