Vaccini. Successo? Tra le righe la verità. Basta saper leggere

6 minuti di lettura

Oggi tutto è relativo. Ogni cosa ha il suo tragico o comico rovescio. Sulla pandemia, da mesi, ci siamo abituati (esclusi i fanatici o i paranoici, che si rifiutano di vedere e ascoltare) a 3000 verità opposte che hanno ottenuto il risultato di trasformarci ormai in nichilisti, o peggio, in rassegnati, scettici, passivi, disincantati.

Mentre il “mainstream etico-sanitario” italico che ormai ci domina e che grazie al più grande apparato mediatico nazionale e internazionale che storia ricordi, si rallegra per le sole 44 morti nella giornata di domenica, segno evidente e trionfante che “la campagna vaccinale ha dato i suoi frutti”, fiero di averci quindi, rimbambiti, sta emergendo finalmente anche una controinformazione degna di nota, che non c’entra con i No-Vax. Basta entrare nelle maglie delle dichiarazioni ufficiali degli stessi protagonisti, o nei chiaro-scuri dei comunicati stampa delle istituzioni direttamente interessate, confrontarli, mattone su mattone, senza pregiudizi e con lucidità. Ed ecco che si apre un altro mondo. Inquietante, ma illuminante.

Anche la scorsa estate il Covid19 aveva allentato la morsa. Il verdetto allora dei “Soloni in camice bianco”? In assenza dei vaccini, il merito era del sole, del calore. Un beneficio, però, con maledizione allegata.
Il virus sarebbe tornato ai primi freddi, più tosto che pria, rialzando il numero dei morti (come è accaduto), ovviamente per colpa soprattutto dell’euforia maleducata degli italiani, anarchici per indole e vacanzieri nel cervello; rei di aver trasgredito alle regole geniali proposte religiosamente dall’inizio del contagio (mascherina, lavaggio mani e distanziamento).
Sensi di colpa che uniti alla genetica paura di morire avrebbero (come hanno) creato il terreno per l’avvento del dio-vaccino.

E anche ora, l’euforia non può e non deve durare a lungo. Siamo in regime di riapertura ragionata, e il premier Draghi, proprio il teorico del rischio-ragionato, ha avvertito: “Il Coronavirus può subire mutazioni che possono minare la campagna di vaccinazione”. Lo ha detto, aprendo la seconda giornata del Global Solutions Summit 2021. Un messaggio duale: per il Palazzo vuol dire, non fatevi illusioni, dovete vaccinarvi con due, tre-quattro richiami, da qui all’eternità (inseguendo le varianti); per chi ha un po’ più di sale in zucca o conserva ancora qualche briciolo di libero-pensiero, vuol dire, invece, che i vaccini non servono, o servono poco.
Quale versione prevarrà? Chi vivrà vedrà.

E ancora: andate al mare e fate il bagno con la mascherina oppure toglietevela solo per un quarto d’ora. Entrate in discoteca, ma senza ballare, oppure il ballo non può superare il quarto d’ora. Sono battute da commedia all’italiana? No, sono affermazioni imperative sempre dei Soloni in camice bianco. Tutti che sparano verità assolute, ma tutti che a parità di domanda, rispondono diversamente. L’ultimo a caso, Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, star-rigorista e onnipresente sullo schermo, contrario alle riaperture troppo veloci (potrebbero rialzare il numero dei contagi), di fronte agli odierni dati, che sembrano smentirlo, si è giustificato, dicendo che prova “un compiaciuto stupore”. E se allarghiamo la visuale ai politici, alle case farmaceutiche e alle agenzie del farmaco, la guerra e la confusione si allargano a macchia d’olio.

Cento, tra scienziati e professori universitari, recentemente, hanno scritto all’Ema, accusandola di aver occultato dati e procedure sui sieri. Ci sono due lettere: una, la più recente, datata 20 aprile; l’altra, il 28 febbraio. Sul banco degli imputati, non solo la solita AstraZeneca, ma pure Moderna, Pfizer e Johnson £ Johnson. Argomento scontato, le trombosi e gli effetti negativi sulla salute dei vaccinati, non eventi rari, ma ricorrenti: “Mal di testa lancinante, nausea, vomito, coscienza alterata, linguaggio alterato, problemi di udito, paralisi di vario grado, perdita del controllo motorio”. La convinzione dei 100 è che si tratta di farmaci sperimentali. Un attacco frontale a cui l’Ema ha replicato col consueto teorema dei benefici superiori ai rischi, confermando l’esiguità dei casi negativi e l’efficacia dei vaccini.
A posteri l’ardua sentenza. La conclusione in linea con queste interpretazioni duali della realtà e della verità, è in due titoli specchiati di un noto quotidiano romano. Li trascriviamo senza commento. Primo titolo: “Terza dose dai medici di base, Pfizer anche agli adolescenti”. Secondo titolo: “Muore mezz’ora dopo l’iniezione di Pfizer”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Meloni “Basta limitazioni alla libertà, accelerare con le riaperture”

Articolo successivo

Basket: Wizards annullano 1° match point Sixers, Utah-Memphis sul 3-1

0  0,00