Sondaggio rivela: “Grillo sta perdendo il M5S”. I numeri choc

4 minuti di lettura

Sembra che ormai Beppe Grillo abbia perso le redini del Movimento 5 Stelle. Sarebbero sempre di meno gli elettori pronti a seguirlo, mentre aumentano a macchia d’olio i sostenitori di Giuseppe Conte, ritenuto leader più autorevole e in grado di rilanciare il Movimento sul mercato politico.

Secondo quanto riporta Libero citando un sondaggio del politologo Paolo Natale consulente dell’Istituto Ipsos, l’85% dell’elettorato grillino gradirebbe Conte come leader. Uno schiaffo non da poco per Grillo che dopo aver scelto l’ex premier come capo dei pentastellati, si è messo di traverso ai suoi progetti di ristrutturazione, quando ha capito che il potere del garante sarebbe uscito fortemente ridimensionato, quasi annullato. Ma se gli elettori 5Stelle fossero chiamati a scegliere fra i due, sembrerebbero non esservi dubbi, vincerebbe Conte a mani basse e Grillo sarebbe di fatto accompagnato alla porta.

Scrive Libero riportando l’analisi del politologo: “Nessuno crede più al partito anti-casta difeso dal fondatore del Movimento. Anche tra gli ex elettori pentastellati Conte ha un gradimento alto, del 50 per cento, mentre Beppe Grillo piace solo al 10 degli ex. Conte avrebbe dunque un grande successo se prendesse le redini pentastellate, ma non se fondasse un suo partito: Non funzionerebbe, il leader tira se ha alle spalle un movimento già sedimentato nel voto degli elettori a cui può dare la sua impronta, come ha fatto Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia, ma partire da zero puntando al carisma del capo non paga. Basta vedere come è finita Italia viva con Matteo Renzi”.

Secondo il sondaggio, con Conte alla guida i 5S potrebbero puntare anche a superare il 20% e passare avanti al Partito Democratico assumendo la leadership dello schieramento di centrosinistra. Pd che non può comunque fare a meno dei grillini per competere con il centrodestra.

Appare evidente dunque come ormai, anche nell’elettorato tradizionale del M5S, prevalga sempre di più l’esigenza di superare il concetto di Movimento di lotta, per assumere i connotati di un partito inserito a pieno titolo nel sistema, scegliendo il campo da gioco in cui schierarsi. La scelta del “soli contro tutti” senza alleanze precostituite, non è più considerata credibile, visto che come evidenzia chiaramente Natale, i 5S hanno in pratica governato con tutti i partiti presenti in Parlamento, con l’unica eccezione di Fratelli d’Italia.

Conte quindi in quanto ex premier, ma soprattutto figura chiave per l’alleanza con il Pd, è visto dagli elettori come l’unico leader in grado di rilanciare il Movimento e garantirgli una futura prospettiva di governo. Grillo rischia al contrario di essere percepito come un ostacolo, visto che ormai la sua idea di partito anti-casta e anti-sistema non regge più. Forse sarà anche per questo che il fondatore ha scelto di non andare allo scontro con Conte ma di tentare una mediazione che possa comunque salvaguardare il suo ruolo di “padre-storico”. Forse Beppe nei gruppi parlamentari può godere ancora di un certo seguito, ma fra la base sembra aver perso tutto il suo appeal. 

Del resto è davvero poco convincente un Grillo che parla di tutelare l’identità del Movimento e la sua purezza originaria, dopo che questo, con la sua benedizione, si è in pratica contaminato con tutti. Con questi numeri quindi all’ideatore del Vaffa non resta che assecondare i progetti di Conte visto che, sondaggi alla mano, la prospettiva di essere buttato fuori con tanto di applausi della base è tutt’altro che remota.

 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Ancelotti vuole Richarlison al Real Madrid

Articolo successivo

Emiliano: “Recuperate 100 mila dosi vaccino Covid”

0  0,00