Green pass, riecco la Lega di lotta e di governo. Agosto nero per Draghi?

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Riecco la Lega di lotta e di governo. Stavolta il tema è l’obbligo del green pass per entrare nei ristoranti al chiuso, nelle palestre, nei cinema a partire dal 6 agosto. Provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri e che ha scatenato dure proteste nelle piazze.

La Lega sta al governo e fa parte della maggioranza, ma allo stesso tempo Salvini si trova di fronte al problema che ormai si presenta ogni volta: lasciare le piazze e il monopolio delle proteste a Fratelli d’Italia, unica forza che in Parlamento sta all’opposizione di Draghi e non ha ministri. Così anche stavolta ecco che il leader della Lega è costretto a dare una botta al cerchio e una alla botte, salvando l’accordo di governo, ma strizzando l’occhio al popolo “no greeen pass”.

Va detto che il decreto sul green pass licenziato dal governo è stato già il prodotto di una difficilissima ed estenuante trattativa all’interno della maggioranza, con i leghisti che alla fine hanno accettato il compromesso in base al fatto che di più non si poteva ottenere. Ma rimane adesso la partita in Parlamento dove i gruppi sono liberi di poter proporre emendamenti al testo e provare comunque a modificarlo negli aspetti più controversi.

Una strategia davvero surreale quella scelta dal capo leghista: prima è corso a vaccinarsi dopo essere stato accusato di essere un no vax ed essersi beccato la dura reprimenda del premier Draghi a reti unificate; e subito dopo è corso a sostenere le ragioni dei manifestanti scesi in piazza contro l’obbligo del green pass, annunciando che la Lega in Parlamento presenterà emendamenti per modificare il decreto.

Intervistato da Libero, Salvini cerca di salvare capra e cavoli. “Oggi il Green pass, con i letti di terapia intensiva per fortuna vuoti al 98%, rischia di escludere dalla vita sociale più della metà degli italiani. Una famiglia (anche vaccinata) che andrà in vacanza a Ferragosto con una figlia di 14 anni dovrà fare un tampone ogni volta per andare in pizzeria, in piscina o al parco giochi? Non si sta esagerando? E se il pass evita tutti i problemi, perché non riaprire in sicurezza anche le discoteche, con il pass?”.

Poi aggiunge: “La preoccupazione sul tema vaccini non è alimentata da qualche No Vax, ma da alcuni pasticci oggettivi. Si pensi alla confusione su AstraZeneca, alla scelta di cambiare in corsa l’età di somministrazione di alcuni vaccini, le diversità di scelta tra Paesi per esempio sul vaccino ai minorenni. Farsi delle domande credo sia lecito. E lo dico da persona vaccinata. Che il vaccino sopra i 60 anni salvi vite è certo, sui bambini e sui ragazzi la stessa comunità scientifica internazionale invita alla cautela. Cosa sono tutti No Vax? Etichetta che viene attaccata addosso con superficialità. Le migliaia di persone che sono scese in piazza nel weekend, molte delle quali vaccinate e informate, sono un fatto significativo: vanno ascoltate e capite, non censurate o insultate”.

Spaventano molto i dati degli ultimi sondaggi che vedono Fratelli d’Italia in costante ascesa e in alcuni casi anche sopra la Lega. Dopo essersi intestato nei mesi scorsi il merito delle riaperture dimostrando che stare al governo serve ad imporre le proprie decisioni, adesso con l’obbligo del green pass il leader leghista rischia di ritrovarsi contro quelle stesse categorie, ristoratori, albergatori, imprenditori, ai quali aveva promesso la fine delle restrizioni. Ora invece gli stessi si ritrovano a dover vestire pure i panni dei poliziotti, controllando il green pass a tutti i clienti che entrano nei locali, rischiando pure una multa o una chiusura se per caso si fanno sfuggire qualcuno. Una situazione che dal 6 agosto rischia di diventare insostenibile.

Ma poi, come accettare che si possa imporre una discriminazione per legge, stabilendo che una parte della popolazione non potrà godere della piena libertà soltanto perché ha esercitato un legittimo diritto, quello cioè di rifiutare una vaccinazione che comunque resta facoltativa?

E così ecco che a Salvini non rimane che tenere un piede nella maggioranza e l’altro all’opposizione, strategia che almeno finora gli ha consentito di limitare i danni e la perdita di consensi. Sarà interessante vedere che tipo di emendamenti la Lega presenterà per non disturbare troppo il manovratore, Draghi, che pare si sia già detto molto irritato per le uscite di Salvini che rischiano di compromettere l’intesa raggiunta nella maggioranza e che si regge su un filo molto sottile (considerando che nel contempo il premier deve frenare anche il malcontento dei 5Stelle sulla rifgorma della Giustizia).

Come al solito la mediazione sarà affidata al ministro Giancarlo Giorgetti, l’uomo di Draghi nel Carroccio, quello che finora è riuscito a frenare le accelerazioni di Salvini e a spingere il governo su posizioni meno rigide. Ma se i sondaggi continueranno a premiare la Meloni a scapito della Lega con le piazze piene e le proteste che divampano, frenare Salvini potrebbe diventare una mission (quasi) impossibile. E una crisi in pieno agosto per il leader leghista non sarebbe nemmeno una novità.

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